Caschi e traccianti per la PET

caschi e traccianti per la ‘PET’ 

Nel 1961, i chimici del “Brookhaven National Laboratory” (BNL) di New York studiarono come rilevare piccoli tumori cerebrali analizzando il decadimento del materiale radioattivo iniettato nel flusso sanguigno del paziente e assorbito dal tumore. Per aiutarli, la Divisione Strumentazione di BNL costruì diversi ordini di rivelatori e questo tipo circolare si rivelò il migliore. Negli anni ’70, BNL ha contribuito a ricostruire i dati grezzi ricevuti dai rivelatori in un’immagine del cervello funzionante. Questa svolta ha portato a dispositivi più pratici per l’imaging delle aree del cervello: le odierne macchine per tomografia a emissione di positroni (PET). Gli scienziati del BNL hanno utilizzato la tecnologia PET per studiare le principali aree della ricerca medica, tra cui dipendenza da alcol e droghe, obesità e disturbi alimentari, disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), invecchiamento e disturbi neurodegenerativi.

|Foto del Brookhaven National Laboratory.|


elaborazione del mezzo di contrasto

Gli scienziati del Brookhaven National Laboratory in New York hanno sintetizzato anche il primo radiotracciante di successo – chiamato 18FDG (18-Fluorodesossiglucosio)- per l’imaging con tomografia ad emissione di positroni (PET), che ora è ampiamente usato nelle neuroscienze e nell’imaging del cancro.

La foto al lato, scattata nel 1979, mostra una scienziata del BNL, la dottoressa Joanna Fowler (nata il 9 agosto 1942) con un primo apparato di sintesi del 18FDG. Fowler, che è stata anche professoressa di Psichiatria al “Mount Sinai School of Medicine” e direttrice del “Brookhaven’s Radiotracer Chemistry, Instrumentation and Biological Imaging Program” ha svolto un ruolo centrale nello sviluppo di una molecola di glucosio marcata con fluoro-18 (FDG) che consentì di misurare il metabolismo del glucosio nel cervello umano in modo non invasivo.


radiotraccianti e disturbi psichiatrici

Questa molecola che emette positroni, insieme alla tomografia ad emissione di positroni (PET), è diventata un pilastro per gli studi di imaging cerebrale in situazioni come schizofrenia, invecchiamento e cancro.

Nel 1976, Fowler e i suoi colleghi progettarono e sintetizzarono una forma di zucchero radioattivamente “taggata” che ora è ampiamente usata per studiare le funzioni cerebrali e anche per diagnosticare e pianificare il trattamento del cancro. Essa ha anche sviluppato un altro radiotracciante, come vengono chiamate queste molecole “taggate”, che per primo ha dimostrato che la distribuzione della cocaina nel cervello umano è parallela ai suoi effetti sul comportamento.


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