Bartolomeo Eustachio, un pioniere dell’Anatomia

BARTOLOMEO EUSTACHIO PIONIERE DELL’ANATOMIA

disegno sul frontespizio delle “Tabulae anatomicae” pubblicate postume da Giovanni Maria Lancisi nel 1714.

Il marchigiano Bartolomeo Eustachio (1510-1574) fu uno dei più prolifici anatomisti del secolo. Egli ebbe la fortuna scientifica di ricevere numerosi corpi da dissezionare, in gran parte di soggetti giovani, che riceveva da due ospedali romani, il Laterano e la Consolazione.
Nelle sue tavole sul Cervello descrisse i talami ottici, i corpi striati, i ventricoli tricorni, le vene della dura meninge, ecc.
Nella descrizione dei nervi emenda molte negligenze del Vesalio.


un grande anatomista

ritratto dell’Eustachio

Egli descrive nove paia di nervi cranici che corrispondono ai dodici odierni. In particolare, ben espresse sono le origini ed il percorso del nervo trigemino.
Egli mostrò grande accuratezza anche nella descrizione dei muscoli e dei legamanti. Da lui si ebbero i veri muscoli dell’occhio e l’elevatore delle palpebre.
Nel libro ‘De Renibus‘ del 1563 diede dello stesso organo renale le varietà di struttura esaminati in più cadaveri umani.
Un’altra opera che diede celebrità ad Eustachio fu il suo ‘De Organo Auditus’. Illustrato con la collaborazione di Pier Matteo Pini, in cui descrisse per la prima volta la tuba auditiva, che prese il suo nome. Oltre alla scoperta di questa parte dell’orecchio, all’Eustachio si deve l’individuazione del muscolo stapedio, nonché lo studio della sua funzione, la disposizione della chiocciola e del modiolo e dell’acquedotto, l’origine e il termine della corda del timpano.


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