Ai primordi della moderna odontoiatria: John Hunter

AI PRIMORDI DELLA MODERNA ODONTOIATRIA: JOHN HUNTER

“L’importanza dei denti è tale che essi meritano la nostra massima attenzione, così come il massimo rispetto per la loro prevenzione, siano nello stato di salute che in quello di malattia. Essi richiedono la nostra attenzione non solo per la loro preservazione come strumenti utili al corpo, ma anche per descrizione e per la comprensione delle altre parti che ad essi sono connesse.

Essi richiedono la nostra attenzione per le malattie che si possono produrre nelle parti ad essi connesse, che spesso hanno conseguenze serie”.

[John Hunter]


Tavola III del “The Natural History of the Human Teeth

Tavola VI del “The Natural History of the Human Teeth”
John Hunter (Long Calderwood, 13febbraio 1728 – Londra, 16ottobre 1793)

John Hunter (1728 – 1793) è stato un medico scozzese, noto per essere stato fautore della necessità di fondare la chirurgia sulla ricerca e sulla sperimentazione. Egli eseguì numerosi importanti studi nei campi della biologia, dell’anatomia, della fisiologia e della patologia.
Nella suo libro del 1771, “The Natural History of the Human Teeth“, egli descrive in dettaglio come i denti si sviluppano dalla nascita, affronta la struttura e la composizione dei denti, propone una forma di trapianto e un dispositivo per il trattamento delle malocclusioni, e diventa il primo a introdurre classificazioni scientifiche, utilizzando termini come incisores (incisivi), cuspidati (canini), bicuspides (premolari) e molares (molari). Nell’opera, Hunter descrisse anche le alterazioni dentarie legate alla sifilide.


chirurgo e dentista

Tavola I del “The Natural History of the Human Teeth”

Tavola IX del “The Natural History of the Human Teeth”

Oltre che come chirurgo, egli lavorò come dentista, divulgando i trapianti di denti, prendendo denti sani da persone povere e trapiantandoli nella bocca di pazienti ricchi e paganti.

L’opera contiene sedici tavole anatomiche ottenute attraverso la tecnica dell’incisione in rame. La maggior parte delle osservazioni contenute nel trattato furono fatte dall’autore prima del 1755 e furono argomento dei corsi di Anatomia tenuti da Hunter.

Inizialmente egli descrive la mascella e la mandibola, i processi alveolari, l’articolazione mandibolare ed i suoi movimenti, i muscoli mandibolari (di cui conta cinque paia di muscoli, ognuno capace di produrre un movimento), l’osso temporale ed i muscoli che lo collegano alla mandibola.


il libro di Hunter

Tavola X del “The Natural History of the Human Teeth

Frontespizio dell’opera odontoiatrica di John Hunter.

Successivamente, Hunter passa alla trattazione della struttura del dente e, come primo argomento si occupa dello smalto, per poi passare alla sua struttura ossea. Hunter riporta che questa sostanza compone la parte interna del corpo, il collo e l’intera radice del dente. Essa è il miscuglio di due sostanze: una “terra calcarea” ed una “sostanza animale” che ne comprende anche la vascolarizzazione.

Ogni dente ha una sua cavità ossea che si estende per la quasi totalità della lunghezza della sua componente ossea. Il numero dei denti, a piena maturità varia dai 28 ai 32.

Ogni dente è diviso in due parti: da una parte c’è il corpo, che emerge dagli alveoli e dalle gengive, dall’altre c’è la radice, che è collocata dentro gli alveoli e le gengive.


I DENTI

Descrizione della Tavola XI (a lato) del “The Natural History of the Human Teeth”

Hunter descrive uno ad uno i denti: incisores (incisivi), cuspidatus (ad una cuspide, il canino cioè), bicuspides (a due cuspidi, cioè i premolari) ed i molari (anche chiamati grinders). Il dente del giudizio (il terzo grinder) viene chiamato “Dens Sapientiae“.

Dopo i denti, Hunter passa a trattare delle gengive (gums), che coprono i processi alveolari attraverso una sostanza vascolare rossa. I denti sono uniti alla mascella e la mandibola attraverso il periostio e le gengive.

Una volta descritta la morfologia, l’autore passa a trattare dell’azione delle dentature (anche nei bambini e negli anziani sdentati), e dello sviluppo dentario e dei processi alveolari nei bambini (e nel feto).

Completato l’aspetto anatomico, fisiologico ed embriologico, si passa alla trattazione della patologia: causa del dolore durante la dentizione (dovuta alla pressione dei denti sulle gengive). I denti sono molto sensibili e perciò sono soggetti a grande dolore; i denti sovranumerari.
I denti non servono solo alla masticazione, ma anche alla fonazione.


patologia dentaria

I denti sono soggetti a malattie così come le altre parti del corpo.

Riguardo alla possibilità di trapiantare i denti, egli afferma che ciò sia possibile, senza grande difficoltà. Il segreto di un buon trapianto, sostiene Hunter è nella disposizione degli elementi che permette.
Argomenti del supplemento al libro sono: la caduta dei denti marci, i sintomi dell’infiammazione, la caduta dei denti, l’infiammazione e le escrescenze gengivali, gli ascessi, le malattie dei processi alveolari, lo scorbuto gengivale, i corpi estranei dentali, le irregolarità tra denti, mascella e mandibola, i denti sovrannumerari.


riferimenti:

 

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