Una tecnica di litotomia delle basse vie urinarie in pieno Rinascimento

UNA TECNICA DI OPERAZIONE PER IL “MAL DELLA PIETRA” IN PIENO RINASCIMENTO: OPERAZIONE ATTRAVERSO LE VIE URINARIE BASSE

Posizione chirurgica per la litotomia delle vie urinarie basse in un paziente di sesso maschile (1628)

Intorno al 1520, a Cremona, Jean Desromains immagina, alla fine della sua vita, una percorso per estrarre i calcoli ed una sonda uretrale metallica scanalata attraverso la quale accedere. Dopo aver aperto il perineo e l’uretra prostatica, tenendo i pazienti con le gambe piegate sui fianchi e le ginocchia flesse in modo da toccare quasi il petto, per essere a contatto con la sonda veniva introdotta nella scanalatura uno strumento, il litotomo, responsabile della rottura della pietra e dell’estrazione dei suoi detriti.
Desromains affidò questa tecnica al suo amico Marianus Sanctus (1489-1550) che la pubblica con il titolo “Libellus aureus de lapide a vesica extrahendo” (1522).


il metodo mariano

Dilatatore a lame fenestrate del XVI secolo, destinato alle litotomie.

Questa è la prima innovazione chirurgica ad essere conosciuta dalla Stampa. Il “Metodo Mariano“, adottato immediatamente in tutta Europa, soppianto dopo circa un millennio e mezzo il vecchio “Metodo di Celso“.
Le taglie e i tagli degli strumenti diventano di maggiori dimensioni, poiché le novità dei dispositivi sono in aumento: novacula (rasoio a forma di coltello), esploratore (bastoncino), aperiens (dilatatore), pinza e scartatore, coclea (cucchiaio o curette), ecc.


la litotomia, una vera e propria specializzazione

Strumentario per l’operazione di Mariano.

I chirurghi del Rinascimento, d’ora in poi, non disprezzano più la grandezza degli strumenti. Il successo è tale che i chirurghi si specializzano nella litotomia, con segreti professionali di famiglia, collegati ai nuovi strumenti che richiedono una formazione specifica.

Si cercava di controllare le emorragie comprimendo attraverso delle garze imbevute di vino. Le arterie potevano essere legate con un ago uncinato e filo. La ferita veniva lasciata aperta in modo che urina, sangue e frammenti di calcoli potessero defluire.

Per quanto riguarda la metodica, Il trauma alla prostata ed al collo vescicale era intenso, l’emorragia poteva essere grave e l’estrazione di grandi calcoli attraverso l’uretra era spesso molto difficoltosa. Sebbene l’incontinenza, le fistole e la disfunzione erettile, se non la morte, fossero frequenti sequele, la pratica fiorì in Europa, ed ogni litotomista inventò la propria collezione di strumenti specializzati e sempre più sofisticati per estrarre calcoli.


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