Una storia di rimozione di corpi estranei cardiaci

DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE IL CELEBRE CHIRURGO DWIGHT HARKEN  ESTRAEVA PROIETTILI DAL CUORE

Dwight Harken usò gli ultimi ritrovati delle tecniche chirurgiche per la rimozione dei proiettili.
Prima dell’operazione, la posizione del proiettile veniva individuata al fluoroscopio. L’anestesia era indotta con pentotal sodico per via intravenosa, il paziente veniva intubato con un tubo endotracheale, e l’anestesia veniva mantenuta con ossido d’azoto, etere, ossigeno e respirazione assistita.
Per rimuovere il proiettile, il cuore veniva spesso aperto in modo ampio e con una tremenda perdita di sangue. Erano necessarie rapide e massive trasfusioni di sangue per mantenere il paziente in vita. Veniva spesso somministrato sangue intero, a pressione, fino ad 1 litro e ½ per minuto.
La penicillina, che iniziava ad avere un impatto sulla chirurgia toracica, veniva spesso somministrata con iniezioni alla dose di 10.000 unità, per via intramuscolare o all’interno del sacco pleurico o pericardico.”
tratto da:
  • The History of Cardiology” di L. Acierno, cap. XXIX

DWIGHT HARKEN

Il suddetto libro (The History of Cardiology) riporta che Dwight Emary Harken (1910-1993, nella foto) lavorò come chirurgo toracico in Inghilterra durante lo sbarco in Normandia e che operò 135 soldati colpiti da proiettili al cuore (17 dei quali avevano proiettili dentro le camere cardiache). Ebbene, tutti i pazienti sopravvissero! Per curare i suoi pazienti, egli inventò un sistema per estrarre le schegge in modo sicuro dal cuore sezionando la parete cardiaca con l’organo battente e quindi inserendo un dito per localizzare e rimuovere le schegge.

Harken fu un innovatore nella campo della cardiochirurgia ed introdusse il concetto di unità di terapia intensiva.


  • McRae, D.: “Every Second Counts: The Race to Transplant the First Human Heart” (p. 78). Penguin Group. Kindle Edition.

con la forza del magnete

Una delle storie che Dwight Harken ricorda durante i suoi anni a Cirencester era “l’episodio del magnete gigante”.
Molti visitatori che avevano visto le operazioni consigliarono di provare la forza magnetica per rimuovere i proiettili. Questa era un’idea intrigante, e così venne ordinato un elettromagnete gigante. Quando questo arrivò, venne montato sul tavolo operatorio, sospeso sopra una gru. Alla fine arrivò il giorno di provare il nuovo congegno.
Il paziente che era stato selezionato fu portato nella sala operatoria, il torace venne aperto ed il cuore esposto. Allora il magnete venne abbassato e posizionato con un polo (rivolto sul cuore. Il magnete fu energizzato elettricamente. All’improvviso, tutti gli strumenti vicini si mossero verso il magnete e ci fu una tremenda agitazione nella sala operatoria.
Qualcuno si era dimenticato di demagnetizzare gli strumenti. Quando l’agitazione si placò, venne cercato il proiettile, ma ahimè, era ancora posizionato all’interno del cuore. Essi usarono il magnete su molti altri paziente, ma sempre senza successo.

  • The History of Cardiology” di L. Acierno, cap. XXIX

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *