Un pioniere della chirurgia plastica: Archibald McIndoe

UNA LEGGENDA DELLA CHIRURGIA: ARCHIBALD McINDOE

Archibald Hector McIndoe (1900 – 1960)

Il neozelandese Archibald Hector McIndoe (1900 – 1960) fu un pioniere della chirurgia plastica che lavorò per la RAF (Royal Air Force) durante la Seconda Guerra Mondiale.

Nel 1924 McIndoe ricevette la prima borsa di studio neozelandese presso la Mayo Clinic negli Stati Uniti per studiare l’anatomia patologica. La borsa di studio era destinata ad un dottore non sposato, e siccome McIndoe aveva da poco sposato Adonia Aitkin, mantennero il loro matrimonio segreto e lui salpò senza di lei negli USA. Quando non fu più possibile mantenere il segreto, lei si unì a lui 12 mesi dopo. Egli lavorò nella clinica come Primo Assistente di Anatomia Patologica tra il 1925 e il 1927 pubblicando numerosi articoli su malattie epatiche croniche. Impressionato dalla sua abilità, Lord Moynihan suggerì una carriera in Gran Bretagna e nel 1930 McIndoe si trasferì a Londra.


dall’anatomia patologica alla chirurgia plastica

tecnica di chirurgia plastica di McIndoe.

Quando McIndoe non riuscì a trovare lavoro, suo cugino Sir Harold Gillies, un otorinolaringoiatra specializzato in chirurgia plastica (il cui eponimo è stato utilizzato in un intervento per ridurre la rottura di uno zigomo), lo invitò a unirsi al suo studio privato in cui lavorava con Rainsford Mowlem e gli offrì un lavoro al St Bartholomew’s Hospital, dove divenne assistente clinico. Nel 1932 McIndoe ricevette un incarico permanente come chirurgo generale e docente presso l’Ospedale per le malattie tropicali e la London School of Hygiene and Tropical MedicineNel 1934, McIndoe ricevette una borsa di studio dell’American College of Surgeons, dove lavorò fino al 1939. Quell’anno divenne consulente chirurgo plastico presso l’infermeria Royal North Stafford e al Croydon General Hospital. Nel 1938 fu nominato consulente in chirurgia plastica alla Royal Air Force.


la seconda guerra mondiale

Archibald McIndoe opera ad East Grinstead: un disegno di Anna Zinkeisen, 1944.

Quando scoppiò la Seconda Guerra Mondiale, la chirurgia plastica fu divisa in diverse linee di servizio. Gillies andò a Rooksdown House vicino a Basingstoke, che divenne la principale unità di chirurgia plastica dell’esercito; Tommy Kilner (che aveva lavorato con Gillies durante la prima guerra mondiale, e che ha uno strumento chirurgico che porta il suo nome, il  ‘divaricatore di Kilner‘), è andato all’ospedale Queen Mary di Roehampton, e Mowlem a St Albans.

McIndoe si trasferì al Queen Victoria Hospital, di recente costruzione, a East Grinstead, nel Sussex, e fondò un centro per la chirurgia plastica e mandibolare. Lì, trattava ustioni molto profonde ed una seria deturpazione del viso come la perdita delle palpebre. Su istigazione di McIndoe, i pazienti dell’ospedale da lui operati (649) formarono il “Guinea Pig Club“: i membri includevano Richard Hillary, Geoffrey Page, Bill Foxley e Jimmy Edwards.


un chirurgo brillante e veloce

Il chirurgo plastico Archibald McIndoe chiacchiera con una piccola paziente al Queen Victoria Hospital di East Grinstead, nel Sussex, dove allestì un’ala speciale per bambini che necessitavano di intervento di chirurgia plastica. (Pubblicazione originale del 1955: Foto di Bert Hardy / Getty Images)

McIndoe era un chirurgo brillante e veloce. Egli ha sviluppato non solo nuove tecniche per il trattamento di gravi ustioni ai volti e le mani, ma anche riconosciuto l’importanza della riabilitazione delle vittime. McIndoe smaltì le “uniformi da convalescenza“, lasciando che i pazienti usassero le loro uniformi di servizio. Con l’aiuto di due amici, Neville ed Elaine Blond, incoraggiò la gente del posto a sostenere i pazienti e invitarli nelle loro case. McIndoe continuava a chiamarli “i suoi ragazzi” e lo staff lo chiamava “il Boss” o “il Maestro”.

Egli migliorò il trattamento e la riabilitazione di piloti aerei vittime di gravi ustioni.
La sua opera mirò non solo alla componente chirurgica ma anche a riconoscere l’importanza della riabilitazione delle vittime, e in particolare modo al reinserimento sociale nel riprendere una vita normale.


nuove tecniche

Tra i suoi lavori si includono lo sviluppo di una tecnica di innesto cuteneo tipo stelo camminante (“the walking-stelo“), e la scoperta che l’immersione in soluzione salina promuoveva la guarigione, oltre a migliorare i tassi di sopravvivenza per le vittime con ustioni estese. Quest’ultima fu una scoperta fortuita tratta dall’osservazione dei differenti tassi di guarigione nei piloti che erano precipati a terra rispetto a coloro precipitati in mare.
Dopo la fine della guerra McIndoe tornò ad attività privata. La sua specialità fu il “naso di Mcindoe“.

Nel 2014 una statua è stata eretta in suo onore in East Grinstead .


riferimenti:

 

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