Tra medicina ed arte: interventi salvavita

TRA MEDICINA ED ARTE: INTERVENTI SALVAVITA

Soccorso di un uomo apparentemente annegato (opera di Robert Smirke)

Nel solo anno 1773, 123 persone morirono annegate nel Tamigi, a Londra. Allora quasi nessuno sapeva nuotare.

I due acquerelli, opera del pittore inglese Robert Smirke (1753-1845) mostrano il soccorso di un uomo apparentemente annegato ed un uomo in convalescenza a letto in una casa di accoglienza della “Royal Humane Society“, dopo la rianimazione da parte di W. Hawes e J.C. Lettsom dal quasi annegamento.
Le due opere fanno parte della “Government Art Collection“.

La Royal Humane Society è un ente di beneficenza britannico che promuove interventi salvavita. Fu fondata in Inghilterra nel 1774 come “Società per il recupero di persone apparentemente annegate”, con lo scopo di prestare il primo soccorso in caso di quasi annegamento.


La Royal Humane Society

Uomo in convalescenza a letto in una casa di accoglienza della “Royal Humane Society” (opera di Robert Smirke).

Nel 1773, il medico William Hawes (1736-1808) iniziò a pubblicizzare il potere della respirazione artificiale e dei clisteri di fumo di tabacco (!!!) per rianimare le persone che superficialmente sembravano essere annegate.

Thomas Cogan, un altro medico inglese, che si era interessato allo stesso argomento durante un soggiorno ad Amsterdam, dove fu istituita nel 1767 una società per la preservazione della vita dagli incidenti in acqua, si unì a Hawes nella sua crociata. Nell’estate del 1774 Hawes e Cogan diedero vita alla Società.

La Royal Humane Society aprì nel tempo delle filiali in altre città del Regno Unito. Il suo motto sarà “Tardiat scintillula forsan” (“forse una piccola scintilla potrebbe essere nascosta”).


INTERVENTI DI SOCCORSO E RIANIMAZIONE

Ritratto di William Hawes (1736–1808), medico inglese e co-fondatore della Royal Humane Society.

Hawes e Cogan erano preoccupati per il numero di persone erroneamente date per morte e, in alcuni casi, sepolte vive. Entrambi gli uomini volevano promuovere la nuova, ma controversa, tecnica medica di rianimazione e offrirono denaro a chiunque salvasse qualcuno dall’orlo della morte.

La Società pubblicava informazioni su come salvare le persone dall’annegamento, forniva agli assistenti medici volontari alcune attrezzature salvavita di base e ricompensava economicamente chiunque tentasse un salvataggio.
Nel 1792, lo scienziato britannico James Curry pubblicò una revisione dei casi di rianimazione e raccomandò che “shock elettrici moderati venissero trasmessi attraverso il torace in diverse direzioni per, se possibile, stimolare il cuore ad agire”. Diversi altri tentativi di rianimazione riusciti portarono la Royal Humane Society in Inghilterra a pubblicare un rapporto nel 1802 che suggeriva l’applicazione dello shock elettrico per distinguere la “morte reale da quella apparente” e lodava il potenziale della rianimazione elettrica.

bibliografia e riferimenti:

 

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