Theodor Kocher: quando i Nobel si davano anche i chirurghi

THEODOR KOCHER: QUANDO I NOBEL SI DAVANO ANCHE AI CHIRURGHI

Theodor Kocher nacque nel 1841 a Berna. Quando egli iniziò la sua attività chirurgia, a cavallo degli anni settanta, la transizione dal trattamento settico a quello antisettico delle ferite era stato già completato.
La clinica chirurgica di Berna fu a lungo il centro di attrazione di medici che avevano favorito il trattamento antisettico delle ferite e desideravano proseguirlo.
Occupandosi di chirurgia militare egli produsse dei lavori sulle ferite da arma da fuoco (soprattutto quelle di piccolo calibro). Egli pubblicò negli anni ottanta anche studi sull’ernia strozzata e su altre patologie addominali soggette a trattamento chirurgico.
Nel suo libto “Erkrankungen der Schilddrüse” (Malattie della ghiandola tiroide) discusse l’eziologia, la sintomatologia ed il trattamento del gozzo. Le sue idee innovatrici sulla fisiologia e patologia della ghiandola tiroidea causarono controversie.
Nel 1909 egli ricevette il Premio Nobel per il suo lavoro sulla ghiandola tiroidea.
Egli morì a Berna nel 1917.


Kocher diede anche degli importanti contributi nel campo della neurochirurgica e della neurologia. Egli studiò un trattamento chirurgico per l’epilessia, avendo anche scoperta che questa poteva essere collegata in certi casi a tumori cerebrali. Egli ipotizzò che l’epilessia fosse causata da alterazioni della pressione intracranica.

https://en.wikipedia.org/wiki/Emil_Theodor_Kocher


Le sue alte competenze nel campo chirurgico (applicazione antisepsi e miglioramento emostasi) produssero migliore aspettativa di vita in seguito ad intervento di tiroidectomia.
Ironicamente, proprio le sue competenze e l’insorgenza di importanti effetti collaterali lo portarono ad accorgersi che tale intervento poteva condurre a cretinismo (che Kocher definì “cachexia strumipriva“).

https://en.wikipedia.org/wiki/Emil_Theodor_Kocher


L’eponimo più famoso che ci è rimasto di lui sono sicuramente le pinze emostatiche di Kocher.


 

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