Storia del trapianto di utero

BREVE STORIA DEL TRAPIANTO DI UTERO

 

Mats Brannstrom

Il trapianto uterino è la procedura chirurgica in cui un utero sano viene trapiantato su un organismo in cui l’utero sia assente o malato. Un utero malato o assente non permette il normale impianto dell’embrione, per cui la donna non è fertile. Questo fenomeno è conosciuto come “Absolute Uterine Factor Infertility (AUFI)”.


Il 3 ottobre 2014, per la prima volta al mondo, una donna ha partorito un figlio dopo un trapianto di utero. L’evento eccezionale è avvenuto in Svezia.  Il dott.  Mats Brannstrom riferì che la donna, 36 anni, aveva ricevuto l’utero da un’amica di famiglia l’anno precedente. Il piccolo, nato prematuro del peso di 1,77 Kg, con taglio cesareo,  fu dimesso subito dopo in  stato di salute, così come la madre.

“Non riusciamo ancora a credere a ciò che abbiamo fatto, il neonato è fantastico”,

disse Brannstrom, che è docente di Ostetricia e Ginecologia alla Sahlgrenska University Hospital di Goteborg ed ha seguito il caso, i cui dettagli sono stati pubblicati sulla rivista The Lancet.

Schema di trapianto uterino (http://pregnancywellnesstips.com/infertility-treatment-does-uterine-transplants-may-help-in-getting-pregnant/)

Il medico svedese aveva spiegato di aver avuto nel corso della gravidanza due episodi di incipiente rigetto, uno dei quali a gravidanza avanzata, ma che questi erano stati superati col ricorso ai farmaci. La donatrice, invece, era un’amica di famiglia di 61 anni, in menopausa che aveva avuto due figli (con quell’utero).

L’equipe di Brannstrom aveva  effettuato altri nove trapianti di utero in quello stesso periodo nell’ambito di un progetto studio complessivo in cui i propri embrioni, ottenuti con la tecnica della IVF (fecondazione in vitro), venivano  impiantati su uteri trapiantati.

In precedenza c’erano stati due tentativi di fecondazione dopo trapianto d’utero, in Arabia Saudita e in Turchia, ma in entrambi i casi non si era arrivati a nascite.
Gli studi portati avanti in paesi come la Francia, Gran Bretagna, Turchia e Giappone avevano utilizzato organi di donne appena decedute invece che da donatore vivente.
Nel caso svedese, aveva spiegato Brannstrom, la donna diventata mamma aveva ovaie in perfetta salute, ma era nata senza utero, una sindrome che in letteratura medica si registra in un caso ogni 4500 donne ed è conosciuta come Sindrome di Mayer-Rokitansky-Küstner-Hauser (MRKH), dal nome dei suoi scopritori.

I trapianti di utero erano iniziati nel settembre 2012. Gli interventi chirurgici di trapianto non connettevano gli uteri delle donne alle loro tube del Fallopio, e così esse non riuscivano a rimanere incinta in maniera naturale. Ma tutte le pazienti che ricevevano l’utero avevano le loro ovaie intatte e potevano produrre cellule uovo. Prima dell’operazione, alcune di queste cellule uovo venivano prelevate per creare degli embrioni attraverso fertilizzazione in vitro. Così gli embrioni venivano congelati e successivamente trasferiti nei nuovi uteri, permettendo alle donne di portare avanti una gravidanza con propri figli biologici.

La tecnica usata in Svezia, di prelevare l’utero da donne ancora in vita, è in qualche modo ancora controversa dal punto di vista etico. In Inghilterra, infatti, le donatrici sono donne appena decedute o “in procinto di morire”.

Dei medici in Arabia Saudita avevano eseguito il primo trapianto di utero nel 2000, usando una donatrice viva, ma l’utero era stato rimosso dopo tre mesi a causa della formazione di coaguli.
I ricercatori svedesi ed altri, prima che sull’umano, hanno riportato trapianti eseguiti con successo in modelli animali che riguardavano topi, pecore e babbuini.

Abitualmente, dopo il massimo di due gravidanze, gli uteri vengono rimossi così che le pazienti possano interrompere le terapie farmacologiche anti-rigetto, in modo tale da ridurre il rischio di andare incontro ad effetti collaterali come  ipertensione, edemi, diabete ed aumentare il rischio di alcuni tipi di cancro, caratteristici di queste terapie.


In USA, il primo trapianto di utero è stato eseguito nel febbraio 2016 presso la Cleveland  Clinic (vedi foto schema) su una ventiseienne, di nome Lindsey, che aveva ricevuto l’organo attraverso un intervento durato nove ore da una donatrice deceduta. Lindsey ha perso l’utero, che le è stato rimosso, nell’arco di un mese a causa di un’infezione fungina.

 

Dal 2014 al settembre 2017, 8 bambini sono nati al mondo da donne che hanno ricevuto trapianto di utero.


FONTI:

– http://www.repubblica.it/salute/benessere-donna/gravidanza-e-parto/2014/10/03/news/partorisce_un_bimbo_dopo_trapianto_di_utero_in_svezia_primo_caso_al_mondo-97281829/?ref=HRER1-1
– http://www.cbsnews.com/news/nine-swedish-women-undergo-uterus-transplants/ 

– http://sahlgrenska.gu.se/english/research/news-events/news-article//eight-children-born-after-uterus-transplants.cid1516702

– http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(14)61728-1/abstract

– http://en.wikipedia.org/wiki/Uterus_transplantation#cite_note-1 


STORIA

Lili Elbe (1882-1931) https://it.wikipedia.org/wiki/Lili_Elbe

Nel 1896, Emil Knauer pubblicò il primo studio (“Einige Versuche über Ovarientransplantation bei Kaninchen“) di autotrapianto ovarico nel coniglio [o meglio nella coniglia] documentando una funzione normale.

Nel 1931, l’artista “intersessuale” danese Lili Ebe morì in seguito a reazione di rigetto tre mesi dopo aver ricevuto uno dei primi trapianti uterini della storia.
Con l’introduzione della fertilizzazione in vitro nel 1978, il trapianto uterino venne praticamente abbandonato per ritornare in auge nel 2000 allorchè, in Arabia Saudita, il dr Wafa Fagee trapiantò l’utero di una quaranteseienne in una ventiseienne il cui utero aveva sofferto di importanti emorragie dopo il parto. Questo utero funzionò novantanove giorni per essere rimosso in seguito a problemi di coagulazione.

http://en.wikipedia.org/wiki/Uterus_transplantation#History

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