Una leggenda della chirurgia italiana del novecento: Achille Dogliotti

Una leggenda della chirurgia italiana del novecento: Achille Dogliotti

 

Achille Mario Dogliotti (Torino, 25settembre 1897 – Torino, 2giugno 1966)

Achille Mario Dogliotti si laureò a Torino nel 1920. Per ampliare le proprie conoscenze, viaggiò più volte all’estero, dove frequentò le più importanti cliniche chirurgiche: nel 1925 e nel 1927 in Francia, a Lione e a Parigi, nel 1929 negli Stati Uniti, nei più prestigiosi centri chirurgici (Mayo Clinic di Rochester, Chicago, New York, Baltimora, ecc.).
Nei primi anni trenta il suo interesse fu attratto principalmente dal sintomo “dolore” quale elemento dominante di tanti processi morbosi, e per attuarne una efficace terapia ideò e perfezionò alcuni metodi originali: conseguentemente il suo nome godette di una prima ondata di notorietà, che si estese anche fuori dell’Italia.


dogliotti come anestesista

Il blocco alcolico sottoaracnoideo delle radici posteriori per il trattamento delle algie ribelli ed il metodo dell’anestesia peridurale (1933) si diffusero ovunque.

Con il suo metodo egli poteva ottenere una “falcidia graduabile della sensibilità periferica, così da ridurre il numero degli eccitamenti periferici in misura sufficiente per troncare il dolore senza alterare in modo sensibile le altre forme di sensibilità specifica (tatto, caldo e freddo, pressione, ecc.)“.

Egli descrisse anche un procedimento originale per “circoscrivere la rachianestesia ad un solo lato del corpo ed ad un determinato segmento. Il procedimento si fonda sull’uso di una soluzione idro-alcolica di percaina che per la sua leggerezza galleggia nettamente sul liquor“.


IL TRATTATO DI ANESTESIA

Il suo “Trattato di Anestesia (Torino 1946) ebbe il raro onore per un testo italiano di una traduzione integrale negli Stati Uniti d’America, ove fu largamente adottato come manuale di insegnamento.
Nel 1937 vinse il concorso per la cattedra di Chirurgia a Catania. Gli anni in Sicilia furono caratterizzati da una crescente attività di ricerca, così che, accanto alla chirurgia classica, poté affrontare settori di estrema avanguardia quale quello dell’exeresi dei tumori laringei (era suo vanto la statistica di venticinque laringectomie totali consecutive, senza decessi, eseguite prima dell’era antibiotica). 


IL RITORNO A TORINO e la CARDIOCHIRURGIA

Achille Dogliotti mentre opera (Getty Images, 1961)

Dopo la seconda guerra mondiale, con il ritorno alla normalità, Dogliotti dedicò ogni sua energia alla ricostruzione della clinica chirurgica di Torino, portandovi innovazioni e ampliamenti tali da farne esempio tra le più importanti d’Europa. Egli, tra l’altro, realizzò nel suo istituto la prima sala operatoria antibiotica a sterilizzazione totale.
Invitato negli Stati Uniti per un ciclo di conferenze nel 1946, ebbe modo di assistere ad alcuni dei primi interventi sul cuore operati dal celebre Alfred Blalock. Ebbe così inizio il suo interesse per la cardiochirurgia, alla quale dedicò in seguito tanta parte del suo tempo e del suo ingegno, con un duro cammino che lo portò a essere considerato uno dei creatori della cardiochirurgia degli anni ’50. Ideando nuovi strumenti e apparecchiature (apparecchio per la circolazione extracorporea, valvulotomo ad anello, angiostato per anastomosi vasali), proponendo nuovi procedimenti tecnici (per la valvulotomia a cuore chiuso e a cuore aperto nella stenosi mitralica, per la plastica nella insufficienza mitralica, per la correzione a cuore chiuso delle comunicazioni interatriali), egli legò il suo nome a numerosi e importanti capitoli della chirurgia cardiaca.


LA CIRCOLAZIONE EXTRACORCOPERA

Curriculum del dott. Dogliotti fino all’anno 1931.

Nel 1951 fondò a Torino il Centro Cardiochirurgico A. Blalock, che in breve tempo acquisì fama internazionale e registrò un tale successo da accumulare casistiche la cui ampiezza non era eguagliata da alcun altro servizio cardiochirurgico, nemmeno da quelli americani. Nell’agosto dello stesso anno Dogliotti, per la prima volta nel mondo, poté eseguire sull’uomo un intervento in circolazione extracorporea. Dogliotti e Costantini furono i primi ad usare una pompa ossigenatrice nell’uomo. Ciò accadeva nel 1951. Essi la utilizzarono per bypassare parzialmente la parte destra del cuore durante la rimozione di un tumore mediastinico. Il loro ossigenatore era simile a quello congegnato da Clark un anno prima.
Per quanto la circolazione extracorporea fosse da anni oggetto di ricerche sperimentali, che avevano ormai aperto la via a possibili realizzazioni cliniche, questa felice prima applicazione di Dogliotti sull’uomo segnò una data storicamente importante. Essa rappresentava il giusto coronamento dei suoi studi sull’argomento, che gli consentirono poi di associare alla circolazione extracorporea l’ipotermia, dando così origine a una nuova tecnica ancor oggi largamente seguita negli interventi sul cuore.


un chirurgo generale

Dogliotti prima di un intervento (Getty Images, 1960)

Dogliotti estese la sua attività anche in altri settori, tra l’altro creando il primo Centro italiano di endocrinochirurgia (assai noto in questo campo fu il suo metodo di ipofisectomia radiobiologica) e ideando nuove tecniche per la ricostruzione delle vie biliari, quali l’intraepatodottogastrostomia e la doppia intracpatodottodigiunostomia, ancora oggi ricordate nel mondo intero con il suo nome. Particolare cura dedicò pure alla ricostruzione dell’esofago e la tecnica da lui sistematizzata di colon-esofagoplastica ha permesso di restituire alla normalità con minimo rischio un alto numero di operati.

Dogliotti si distinse pure nella chirurgia dell’ipertensione portale, legando il suo nome alla tecnica dell’anastomosi onfalo-cava latero-laterale. In questo settore della clinica chirurgica un suo allievo, G. Abeatici, mise a punto l’importante, prezioso procedimento diagnostico della splenoportografia (La visualizzazione radiologica della porta per via splenica, in Minerva medica, XLII [1951], pp. 593 s., in coll. con L. Campi).


Fonte:

 

5 pensieri su “Una leggenda della chirurgia italiana del novecento: Achille Dogliotti


  1. un informazione
    dogliotii a catania ha operato per la rimozione del tumore osseo alla mascella?


    1. Chirurgo poliedrico e geniale ha spaziato in tutti i campi della medicina


  2. In realtà per pochissimi mesi,il primato di prima circolazione extracorporea sull’uomo va al cardiologo americano Clarence Dennis che la eseguì nell’aprile ’51,mentre il Dogliotti ad agosto.
    La notizia mi è stata confermata dal primario di cardiochirurgia infantile Mauro Rinaldi ,delle molinette di Torino (il “tempio” del Dogliotti).
    Bisogna però sottolineare che la paziente del Dennis morì poco dopo sul tavolo operatorio.


  3. Grande prof Dogliotti, sono la figlia di un suo assistente calabrese da lui specializzato dott Leonardo montilli nato a Francavilla Marittima provincia cs, grazie

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