Le pubblicità ingannevoli di inizio novecento: il ‘Lysol’

LE PUBBLICITà INGANNEVOLI DI INIZIO NOVECENTO: LYSOL

una pubblicità del Lysol

In lingua inglese si usa il termine ‘douching‘ per  indicare il meccanismo di spruzzo che irriga l’interno del canale vaginale. La traduzione italiana ‘lavanda’ è imprecisa, più per quanto riguarda il contenuto che la funzione.
La storia del ‘Lysol‘ inizia con l’antisepsi inventata dal celebre chirurgo Joseph Lister (1827-1927) che nel 1867 introdusse il fenolo nella pratica operatoria. Lyster lo spruzzava efficacemente sulle ferite che operava prevenendo infezioni mortali.
A fine secolo, un derivato del fenolo, il crenolo, venne utilizzato nella lotta al batterio del colera e successivamente contro il virus della Spagnola nel 1918.


un prodotto efficace…

Naturalmente la via di somministrazione non poteva essere quella orale, ed il prodotto, ad inizio secolo, veniva spessa ingerito a scopo suicidiario.
Dopo la prima guerra mondiale, in particolar modo durante la Grande Depressione, Lysol fu venduto e pubblicizzato come erogatore vaginale. L’indicazione era una sola, quella germicida, ma il sottile potere della pubblicità aiutava ad ampliare le indicazioni d’uso. Lysol avrebbe potuto uccidere i germi ma, perchè no, magari anche lo sperma post-coitale, sconfiggendo le insicurezze delle mogli riguardo a gravidanze indesiderate e dando alla natura femminile il profumo di un matrimonio saldo.
Naturalmente il Lysol non era per niente un efficace spermicida e mostrò anche diversi effetti tossici sulla mucosa vaginale (allora il dosaggio era più alto), ma durante la Grande Depressione del 1929 meglio non approfondire troppo questi aspetti…


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