LE GASTROSCOPIE, QUELLE BELLE DI UNA VOLTA
Gastroscopio rigido, catalogo “Mayer & Meltzer“, 1914 circa:
A causa delle limitazioni di flessibilità, il paziente doveva essere posizionato in modo tale che il gastroscopio potesse semplicemente scivolare giù nell’esofago.
Per visualizzare tutte le aree dello stomaco lo strumento doveva quindi essere ruotato sul proprio asse.
tratto da: