Le antitossine per la difterite ed il tetano

ANTITOSSINE PER LA DIFTERITE ED IL TETANO

Charles Bell, 1809: raffigurazione artistica di soggetto affetto da tetano generalizzato.

Il bacillo “corynebacterium diphtheria“, descritto come un “flagello per la razza umana”, causa febbre, severo mal di gola e pseudomembrane faringee. In un’infezione non trattata, la tossina della difterite può causare tossicità sistemica, miocardite, polineuropatia e financo la morte.
Le spore del “clostridium tetani” entrano nel corpo attraverso abrasioni cutanee. Le neurotossine tetaniche vengono trasportate internamente agli assoni nei nuclei motori dei nervi cranici e delle corna ventrali della spina dorsale, bloccando il rilascio del neuromediatore inibitore e determinando un’intensa attività motoria ed autonomica, marcata da severa attività spastica muscolare.


la scoperta delle antitossine del tetano e della difterite

Il batteriologo giapponese Shibasaburo Kitasato (1853-1931) ed il fisiologo tedesco Emil Adolf von Behring (15 marzo 1854 – 31 marzo 1917) immunizzarono conigli con il bacillo del tetano, raccolsero il sangue, ed iniettarono il siero nei topi. Dopo che ai topi veniva inoculato il tetano, essi apparivano immuni contro i soliti effetti tossici.
Lo studio di Kitasato e Behring, “Il Meccanismo dell’Immunità alla Difterite ed il Tetano negli Animali“, fu pubblicato il 4 dicembre 1890. L’articolo, un antesignano dell’immunologia, coniò il termine “antitossina” ed introdusse il campo della sieroterapia.
Una settimana dopo, furono pubblicato gli “Studi sul Meccanismo dell’Immunità alla Difterite negli Animali” di Behring, il quale vinse il Premio Nobel per la Medicina nel 1901 per la sieroterapia nella Difterite.  La percentuale di morte nei casi di difterite, in seguito all’introduzione della sieroterapia calò bruscamente in tutti gli ospedali berlinesi: nel 1891 passò dal 43% al 13%.
Il discorso di ringraziamento di Behring al Nobel era intitolato “Sieroterapia: La Scienza e l’Arte del Guarire“. Kitasato non ricevette nessun particolar encomio; i suoi meriti saranno riconosciuti solo qualche decennio dopo.


vedi:

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *