L’aula Scarpa di Pavia

L’AULA SCARPA DI PAVIA

Aula Scarpa a Pavia.

L’aula Scarpa è una storica aula dell’Università degli Studi di Pavia, progettata nel 1785 dall’architetto di origini viennesi Leopoldo Pollack (1751 – 1806).
L’Università disponeva, fin dal XVI secolo, di un teatro anatomico, tuttavia, con l’arrivo del grande chirurgo ed anatomista Antonio Scarpa (Lorenzaga, 19maggio 1752 – Pavia, 31ottobre 1832) nel 1783, che intendeva trasformare la scuola anatomica pavese in una delle migliori d’Europa, si rese necessario la creazione di un nuovo teatro, più adatto alle nuove impostazioni della ricerca e della didattica.


IL PROGETTO

Armonia tra Medicina e Chirurgia: la vela centrale sul soffitto dell’aula Scarpa di Pavia raffigura una stretta di mano tra due persone che impersonificano Medicina e Chirurgia.

Il progetto del teatro anatomico fu inizialmente affidato a Giuseppe Piermarini, ma l’elaborato proposto non piacque né all’imperatore Giuseppe II, che finanziava l’opera, né ai professori dell’università e quindi fu incaricato Leopoldo Pollack, che si avvalse della consulenza di Antonio Scarpa, di predisporre un nuovo progetto che doveva assomigliare, secondo l’indicazione del cancelliere Wenzel Anton von Kaunitz-Rietberg, al teatro anatomico da poco realizzato nella Scuola Chirurgica Militare di Vienna, diretta dall’anatomista e patologo pavese Giovanni Alessandro Brambilla (San Zenone al Po, 15aprile 1728 – Padova, 30luglio 1800).
I lavori iniziarono nel 1785 e l’aula fu terminata nel 1786.


UN’AULA ISPIRATA AI TEATRI CLASSICI

La vela centrale sul soffitto dell’aula Scarpa di Pavia raffigura una stretta di mano tra due donne che impersonificano Medicina e Chirurgia. Medicina (Iatreia) tiene in mano il bastone di Asclepio mentre Chirurgia (Keiroyrghia) tiene in mano un bisturi.

Nella progettazione dell’aula, il Pollack s’ispirò alla forma dei teatri antichi, e in particolare al Teatro Olimpico del Palladio a Vicenza. La pianta è semicircolare, sul lato corto si aprono cinque finestre a tutto sesto, decorate, tra una finestra e l’altra, da affreschi raffiguranti urne cinerarie con geni alati di tipo funerario.

Lungo il lato curvo si susseguono delle nicchie contenenti i busti marmorei di alcuni professori che insegnarono, o si formarono, nell’università, come Antonio Scarpa, Bartolomeo Panizza (Vicenza, 17agosto 1785 – Pavia, 17aprile 1867), Luigi Sala, Antonio Pensa, Giovanni Alessandro Brambilla, Johann Peter Frank (1741-1825) e Luigi Porta (Pavia, 4gennaio 1800 – Pavia, 10settembre 1875).


TRA SCIENZA ED ARTE

Un angelo sulla volta dell’aula Scarpa di Pavia tiene in mano strumenti chirurgici.

La morte, argomento fondamentale di un’aula di anatomia, è chiaramente richiamata dalle decorazioni a cippi e vasi funerari ai lati dell’iscrizione che ricorda l’istituzione della scuola e del teatro anatomico ai fini della conoscenza della “fabbrica del corpo umano“.
L’Aula venne restaurata dall’architetto Giuseppe Marchesi dopo il 1819, che inserì la volta ad ombrello, dotata di lanterna, al posto del soffitto con decoro a cassettoni. La forma permette l’inserzione delle gradinate utilizzate dagli studenti per assistere alle lezioni di anatomia basate sulla dissezione dei cadaveri. Sulla vela centrale proprio sopra alla cattedra si riconoscono le figure di due donne che rappresentano la Medicina e la Chirurgia, in stretta di mano, in segno di riconoscenza. Medicina tiene in mano il bastone di Asclepio mentre Chirurgia tiene in mano un bisturi: Antonio Scarpa fu uno dei primi pensatori che sostenne il collegamento stretto tra medicina e chirurgia (a quell’epoca la chirurgia veniva vista come una scienza inferiore, da affidare a persone di rango più basso).


LA STRETTA DI MANO TRA MEDICINA E CHIRURGIA

La volta a vela, con lanterna, dell’Aula Scarpa di Pavia.

Epigrafe all’ingresso dell’Aula Scarpa di Pavia.

La stretta di mano vuole proprio suggellare questa unione così imprescindibile delle due scienze. Sulle altre vele si alternano delle grottesche a delle figure alate che hanno in mano i ferri del mestiere del chirurgo.


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