L’arte di sapersi arrangiare

L’arte di sapersi arrangiare

Arthur Hendley Blakemore

Arthur B. Voorhees Jr. il giorno del suo matrimonio, nel 1945.

“Una notte di Febbraio nel 1953, venni chiamato a vedere un nuovo paziente in sala emergenze. Il paziente aveva intenso dolore al dorso, una massa addominale pulsante ed ipotensione. La diagnosi era chiaramente una rottura di aneurisma dell’aorta addominale. Chiamai il mio “resident senior”, il dr Voorhees.
E gli chiamò il suo “attending”, il dr Blakemore, ed in breve entrammo tutti in sala operatoria. Venne fatta alla banca dell’aorta un urgente richiesta di un graft.
Nell’attesa il dr Blakemore aprì rapidamente l’addome e posizionò il clamp prossimale. In quel momento entrò l’infermiera nella sala operatoria e con aria triste annunciò: “La banca dell’aorta è vuota e non c’è un innesto aortico in tutta New York City!” Ci fu un silenzio tetro.
Alla fine dr Blakemore disse “Beh, penso che dovremmo farne uno noi”. Voorhees ed io interrompemmo l’asepsi, corremmo al laboratorio del cane, cucimmo due fogli di vinyon in forma di biforcazione con la macchina da cucire, tagliammo l’eccesso, tornammo in sala operatoria, demmo il preparato all’infermiera per metterlo in autoclave e ci rilavammo in asepsi un’altra volta.
Il Dr Blakemore cucì l’innesto a forma di biforcazione e tolse i clamp. Funzionò! Questa fu la prima volta in cui un graft sintetico venne posizionato nell’aorta di un paziente.”

[Aneddoto raccontato da Sheldon M. Levin riguardante la prima volta in cui il vinyon venne usato nell’aorta di un paziente.
Ciò accadde mentre egli stava svolgendo una “fellowship” chirurgica presso il dr Arthur Hendley Blakemore (2giugno 1897 – 8ottobre 1970, “quello della sonda Sengstaken-Blakemore”) alla Columbia-Presbyterian. A quel tempo, Voorhees era il “resident senior” nel programma e Levin era già stato coinvolto al progetto che Voorhees aveva condotto per qualche tempo.]


RIFERIMENTI:

 

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