La rinoplastica in versione Carpue

LA RINOPLASTICA IN VERSIONE CARPUE

Immagine tratta da “An Account of Two Successful Operations for Restoring a Lost Nose from the Integuments of the Forehead” di J. C. Carpue (1816).

Probabilmente, insieme alla trapanazione cranica ed alla litotomia, la rinoplastica è la tecnica chirurgica di maggiore successo prima dell’avvento delle moderne pratiche interventistiche.
La nascita di questa tecnica, rivolta alla ricostruzione nasale – la cui perdita o deformazione poteva essere dovuta a mutilazione o malattie cancerose – risale alla notte dei tempi.
La tecnica dovrebbe avere circa 5.000 anni e pare fosse praticata tra gli egizi, i babilonesi ed i cinesi.
Ma l’aspetto ancor più particolare, oltre la storia e l’arrivo in Europa è la procedura stessa utilizzata.
In sostanza abbiamo due tecniche, una, italiana, diffusa in Italia da Gaspare Tagliacozzi a fine cinquecento ed un’altra, il metodo indiano, introdotta in Inghilterra da Joseph Constantine Carpue (4maggio 1764 – 30gennaio 1846) ad inizio ottocento.


Un commentatore italiano alla ‘Storia Prammatica della Medicina‘ di K. Sprengel le racconta così:

il metodo italiano

“Il Metodo chirurgico italiano (quello del Tagliacozzo) … consisteva nel tagliare un lembo quadrilungo di cute dalla parte interna inferiore del braccio, costringendo il braccio a rimanere sospeso in altro, onde esportata la cute, che teneva ancora vincolo organico con l’arto, avesse campo di innestarsi sul luogo del naso; metodo lungo, insufficiente e tormentoso dal quale però, stando al Falloppio si ottenevano prodigi e, stando al Van Helmont inutili mostruosità.” 

il metodo indiano

“Il metodo indiano (quello nella foto) consisteva nel tagliare la cute della fronte al posto di quella del braccio. Si incideva un lembo a forma di cuneo, avente la base in alto e l’apice in basso, alla radice dell’osso nasale, cui si lasciava aderire una piccola lingua. Così, tagliato e staccato quel lembo, lo si rovesciava all’ingiù, contorcendolo per mezzo giro intorno a sé stesso la dove per quella piccolissima linguetta si stava tuttavia aderente alla radice nasale, e per mezzo di apposita cucitura nodosa si fermava ai lati con la cute facciale tanto da farla aderire in pochi giorni, e si destava una flogosi attiva. L’inglese Carpue, il quale fu dei primi a mettere in uso qual processo operativo secondo il costume indiano, ne ebbe felicissimi risultati.”


riferimenti:

 

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