Evoluzione degli ‘organoidi’: da cellule staminali a mini-organi rudimentali

EVOLUZIONE DEGLI “ORGANOIDI”: DA CELLULE STAMINALI A MINI-ORGANI RUDIMENTALI

Era una normale giornata di novembre del 2011 allorché Madeline Lancaster si accorse di aver fatto crescere in maniera accidentale un cervello. Da settimane lei cercava di trasformare cellule staminali umani in “rosette neurali“, cluster di cellule che potevano trasformarsi in differenti tipi di neuroni. Ma per qualche ragione le sue cellule rifiutavano di depositarsi sul disco culturale. Al contrario esse si misere a fluttuare, formando strane e piccole sfere che sembravano fatte di latte.
Io non capivo cosa fossero“, afferma la Lancaster, che frequentava allora un post-dottorato all’Istituto di Biologia Molecolare di Vienna. Quel giorno, comunque, individuò uno strano puntino pigmentato in una delle sfere. Guardando al microscopio, si accorse che questo era formato da cellule scure di una retina in formazione.
Lancaster realizzò che le cellule che aveva assemblato avevano formato qualcosa di indubbiamente simile ad un cervello in fase embrionale.

Afferma il biologo molecolare tedesco Jürgen Knoblich:

“Non sono richieste sofisticate tecniche bioingegneristiche. Noi lasciamo semplicemente fare alle cellule quello che esse vogliono fare, ed esse creano un cervello.”


i mini intestini

Afferma la biologa Melissa Little della University of Queensland, Australia:

“Ciò non deve sorprendere più di tanto. L’embrione è incredibilmente abile ad autorganizzarsi; esso non necessita di un modello o una maschera.”

I mini-intestini, i cui primi report risalgono al 2009, possono essere un utile strumento nella medicina personalizzata. Hans Clevers, un ricercatore sulle cellule staminali al Hubrecht Institute di Utrecht, ed il suo team li stanno usando per studiare l’efficacia di farmaci in persone affette da fibrosi cistica.


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