E’ possibile il trapianto di pene?

E’ possibile il trapianto di pene?

Team chirurgico della ‘Stellenbosch University and Tygerberg Hospital’, guidato dal dr Van der Merwe, che ha eseguito il primo trapianto di pene.

Siamo nel 2011: un ragazzo sudafricano diciottenne si sottopone ad una cerimonia iniziatica di circoncisione. L’intervento non va come sperato ed il ragazzo perde il suo pene durante la procedura rituale. Egli, che fino ad allora aveva avuto regolari rapporti sessuali, rimane con un moncone penieno di circa 1 cm, mentre i testicoli sembrano non aver subito danni. La mutilazione del pene è più comune in Sud Africa che altrove nel mondo a causa delle complicazioni delle circoncisioni eseguite come parte di un tradizionale rito di passaggio sui giovani in certe culture. 
Nel dicembre del 2014, i chirurghi della “Stellenbosch University and Tygerberg Hospital“, guidato dal dr André Van der Merwe, eseguono un intervento della durata di nove ore per innestare al ragazzo il pene di un donatore. Interventi simili erano stati eseguiti già in altri centri clinici sparsi per il mondo, Cina compresa.


un trapianto possibile

tecnica di trapianto penieno.

Lo scopo del trapianto era quello di permettere al giovane in questione di urinare e avere rapporti sessuali.  il team chirurgico ha utilizzato alcune delle tecniche che erano state sviluppate per eseguire i primi trapianti di viso al fine di collegare i piccoli vasi sanguigni e i nervi. A giugno 2015 arriva la notizia che la fidanzata del giovane è rimasta in cinta. I due non hanno richiesto il test di paternità.

Il team della Stellenbosch University (SU) e del Tygerberg Academic Hospital ha eseguito nel 2017 un secondo trapianto di pene, diventando così il primo centro medico del mondo a eseguire con successo questa procedura due volte. Il Prof. Van der Merwe, Capo della Divisione di Urologia presso la Facoltà di Medicina e Scienze della Salute di SU (FMHS), ha condotto l’operazione maratona di nove ore e mezza eseguita il 21 aprile al Tygerberg Hospital di Città del Capo, in Sud Africa. Il destinatario era un maschio di 40 anni che aveva perso il pene 17 anni prima a causa di complicazioni dopo una circoncisione tradizionale. La sua identità è stata protetta per ragioni etiche.


pazienti felici

primo trapianto di pene negli USA, eseguito nel 2017 al Massachusetts General Hospital di Boston. (https://atcmeetingabstracts.com/abstract/penis-transplantation-first-u-s-experience/)

“È certamente uno dei pazienti più felici che abbiamo visto nel nostro reparto, sta andando molto bene, non ci sono segni di rigetto e tutte le strutture riconnesse sembrano guarire bene. Si prevede che il paziente riacquisti tutte le funzioni urinarie e riproduttive dell’organo entro sei mesi dal trapianto. Una discrepanza di colore tra il ricevente e l’organo donatore verrà corretta con il tatuaggio medico tra i sei e gli otto mesi dopo l’operazione. Il successo di questa procedura nelle mani del nostro team di trapianti testimonia l’elevato livello di competenza che esiste nel settore della salute pubblica in Sud Africa. Siamo estremamente grati alla famiglia del donatore che ha donato così generosamente non solo il pene, ma anche i reni, la pelle e le cornee del loro amato figlio e attraverso questa donazione stanno cambiando la vita di molti pazienti.

Il paziente che è stato sottoposto a trapianto nel dicembre 2014 sta facendo molto bene, sia fisicamente che mentalmente; sta vivendo una vita normale, le sue funzioni urinarie e sessuali sono tornate alla normalità e lui ha praticamente dimenticato di avere un trapianto.”

Hanno affermato Van der Merwe ed il prof. Jimmy Volmink, Preside della FMHS, nel 2017 riguardo a questi trapianto penieni. Il dr Van der Merwe ha anche raccontato la storia di ragazzi che si sono proposti come donatori di pene chiedendo la rimozione del proprio organo.


dettagli tecnici del trapianto

il professor André van der Merwe è stato ironicamente ribatezzato dai giornali sudafricani ‘dr Dick’. (https://www.timeslive.co.za/news/south-africa/2015-03-20-dr-dick-rises-to-the-occasion/)

L’intero pene è stato accuratamente sezionato dal donatore per mantenere intatti i vasi sanguigni, i nervi e le altre strutture di connessione. Questi erano marcati e collegati al tessuto correlato del ricevente durante il trapianto. È una procedura complessa nota come un trapianto di tessuto composito, durante il quale diversi tipi di tessuto (nervi, vasi sanguigni, muscoli ecc.) sono interconnessi tra il ricevente e l’organo donatore. I chirurghi hanno collegato tre vasi sanguigni (ciascuno di diametro compreso tra 1 e 2 mm) per assicurare un sufficiente flusso di sangue all’organo trapiantato; due nervi dorsali (anche tra 1 e 2 mm di diametro) per ripristinare la sensazione; l’uretra, che consente al destinatario di urinare attraverso il pene; così come il corpo cavernoso (corpo cavernoso del pene), che permetterà al paziente di ottenere un’erezione.

Sebbene il dosaggio si riduca con il passare del tempo, i pazienti sottoposti a trapianto devono assumere farmaci immunosoppressori per il resto della loro vita, anche se hanno recuperato completamente.


vedi:

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *