DENTON COOLEY RACCONTA LA STORIA DEL PRIMO IMPIANTO TOTALE DI CUORE ARTIFICIALE

IL DR. DENTON COOLEY RACCONTA LA STORIA DEL PRIMO IMPIANTO TOTALE DI CUORE ARTIFICIALE


Nella foto il dr Denton Cooley mentre esegue il primo impianto della storia di un cuore artificiale (progettato dall’ingegnere Domingo Liotta) su un umano.

Il paziente che ha ricevuto questo dispositivo è stato un 47enne con una storia di malattia coronarica avanzata da 10 anni; egli era quasi totalmente disabile e divenne un candidato per l’impanto di cuore artificiale dopo che era stato nel nostro Servizio per un mese. Durante quel tempo, avevamo provato a convincerlo ad essere sottoposto a trapianto, che aveva rifiutato. Egli aveva letto la nostra esperienza sulla resezione ventricolare postinfartuale, e voleva che provassimo a rimodellare il suo cuore inizialmente. Egli diede il consenso all’impianto di cuore meccanico, se il tentato rimodellamento di riparazione non fosse riuscito.
L’operazione fu effettuata il 4 aprile 1969, utilizzando un bypass cardio-circolatorio per il sostegno emodinamico. Quando il suo cuore venne svuotato del sangue, crollò come una palla di basket. La cavità ventricolare ed i muscoli papillari erano stati in gran parte sostituiti da tessuto cicatriziale. Il rimodellamento cardiaco non era possibile: fu convocato l’ingegnere con il dispositivo e procedemmo ad asportare il cuore ammalato ed impiantare il cuore artificiale di Liotta. Domingo Liotta assistì alla procedura.
Per nostra enorme gratificazione e sollievo, il paziente si risvegliò e, nelle successive 24 ore, sembrò migliorare. Tuttavia, l’emolisi ed il deterioramento della funzionalità renale ci lasciarono con il trapianto come nostra unica alternativa e con un urgente bisogno di procurarci un organo da un donatore.
Vi fu una frenetica ricerca di un donatore. Infine, ricevemmo una chiamata che un donatore di cuore era disponibile a Boston. Il gruppo sanguigno del donatore e paziente erano compatibili tra di loro, il che ci permetteva di procedere. Un jet venne noleggiato per prendere 2 membri della nostra unità di terapia intensiva per Boston in modo da portare il donatore a Houston. Sul volo di ritorno, l’aereo ebbe un problema al sistema idraulico, e il pilota fu costretto ad atterrare in un piccolo aeroporto a meta’ strada per Houston. Un altro jet venne inviato per il donatore e assistenti di volo. Infine, tutti arrivarono sani e salvi ad Houston. Durante il viaggio in ambulanza all’ospedale, il cuore del donatore fibrillò, richiedendo compressioni toraciche per 5 minuti. All’arrivo in ospedale, furono applicati contro-shock elettrici per ripristinare il normale ritmo. Il donatore fu portato immediatamente in sala operatoria per la rimozione del cuore. A sole 72 ore dall’impianto del cuore artificiale, il paziente venne nuovamente preparato per l’intervento. Venne istituito il bypass cardiopolmonare ed il dispositivo di Liotta fu sostituito dall’allotrapianto. Circa 36 ore più tardi, il paziente morì di sepsi secondaria a immunosoppressione, in combinazione con l’insufficienza renale e rigetto allogenico.
Così finì l’estenuante sforzo di tutta la nostra squadra.


[“The Total Artificial Heart as a Bridge to Cardiac Transplantation”, by dr. Denton Cooley]

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