La Faida della cardiochirurgia

LA FAIDA della cardiochirurgia

Denton Cooley (in alto) e Michael DeBakey (in basso)

Una delle sfide più dure e durature nel mondo della Medicina è stata quella tra i grandi chirurghi toracici Michael DeBakey (1908-2008) e Denton Cooley (1920-2016).
DeBakey ed il suo allievo Cooley furono pionieri della cardiochirurgia lavorando al “Baylor College of Medicine and Methodist Hospital” di Houston (Texas, USA) negli anni cinquanta.
Negli anni sessanta le vie dei due dottori iniziarono a separarsi allorchè Cooley si trasferì di qualche centinaia di metri al “St. Luke’s Hospital” fondando il “Texas Heart Institute“, e la frattura si consumò clamorosamente nel 1969 scatenando una vera e propria faida.


la contesa

DeBakey, Cooley e l’oggetto della contesa (il cuore artificiale di Liotta)

Successe infatti che DeBakey avesse lavorato allo sviluppo di un cuore artificiale insieme al dott. Domingo Liotta (nato nel 1924), e che proprio in quel 1969 Cooley impiantò un cuore dello stesso Liotta, senza l’approvazione di DeBakey o della “Baylor“, ottenendo la primogenitura di un impianto di cuore artificiale in attesa di vero e proprio trapianto.
Negli anni successivi DeBakey definì quel gesto un atto puerile ed un vero e proprio tradimento, mentre Cooley si difese sostenendo di aver semplicemente cercato di salvare una vita.
La “American College of Surgeons” censurò il Dr. Cooley. La Baylor University e la “National Institutes of Health“, che sovvenzionavano la ricerca per sviluppare il cuore artificiale, ordinarono delle indagini. Cooley fu costretto a dimettersi dalla Baylor University e dovette affrontare un processo; egli si difese sostenendo la necessità di quell’intervento e reclamando la propria abilità tecnica nell’eseguirlo.

“Sono il miglior cardiochirurgo del mondo”

disse davanti al giudice sotto giuramento.


la pace

La disfida tra i due si è conclusa nel 2007 dopo circa quarant’anni di rivalità: la riconciliazione è avvenuta in una cerimonia in cui DeBakey accettò di stringere la mano a Cooley poco tempo dopo aver ricevuto la medaglia d’oro del congresso per meriti civili.
Perchè portare nelle nostre tombe tanta animosità?” furono le parole conclusive di Cooley.

DeBakey, da parte sua, ebbe ad affermare che il caso era stato montato dagli organi di informazioni dell’epoca.


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