Chi scoprì l’agente infettivo del colera?

CHI SCOPRI’ L’AGENTE INFETTIVO DEL COLERA?

Nel 1854 la città di Firenze fu colta da un’epidemia di colera proveniente dall’Asia.
Il patologo Filippo Pacini (1812-1883) si interesso in maniera particolare a questa malattia. Eseguendo delle autopsie su cadaveri di pazienti morti di colera, egli condusse degli esami istologici sulla loro mucosa intestinale.

Pacini, un pioniere

Durante tali studi, Pacini scoprì un bacillo a forma di ‘virgola’ che chiamò Vibrio.
Egli descrisse l’organismo e le sue relazioni con la malattia, ma il suo articolo non ebbe successo. L’infettivologia a quei tempi non era ancora nata ed era fortissima la presa sulla comunità scientifica della cosiddetta teoria dei miasmi, secondo la quale determinate patologie si potevano diffondere attraverso non meglio precisate corruzioni atmosferiche.
La scoperta di Pacini venne ripresa 30 anni dopo dal batteriologo tedesco Robert Koch (1843 – 1910)che (ri)scoprì il baccillo durante un’epidemia di colera in Egitto. A lui andarono gli encomi della comunità scientifica internazionale.

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