Breve Storia della Percussione


ESAME OBIETTIVO: BREVE STORIA DELLA PERCUSSIONE


Joseph Leopold Auenbrugger (1722 – 1809) è stato un medico austriaco. È considerato il padre della semeiotica percussoria delle malattie acute e croniche del torace.

Leopold Auenbrugger nacque nel 1722 ed era figlio di un locandiere. È largamente accettato che egli avesse adottato la sua tecnica, prendendo come esempio quella del padre di percuotere le botti dell’osteria per determinarne la quantità di vino contenuta all’interno, allo scopo di valutare i processi patologici in grado di causare alterazioni del suono dentro il torace.

Ci sono due tipi di percussione: diretta ed indiretta (nota anche come mediata). Auenbrugger descrisse e praticò  il tipo diretto, colpendo il torace del paziente con le punte delle dita (all’interno di un guanto) senza rimuoverne l’indumento. Questo non per eleganza o modestia, ma piuttosto come strumento che impediva alle dita di scivolare sulla pelle del paziente.

Auenbrugger fu anche un rinomato musicista, e forse il fatto di avere un buon orecchio per i suoni non gli rendeva necessario il dovere svestire i pazienti. Ad ogni modo, la scarsa accuratezza della tecnica gli impedirono di elevare la percussione  al rango di utile strumento diagnostico.

Jean-Nicolas Corvisart des Marets (Dricourt, 15 febbraio 1755 – Parigi, 18 settembre 1821) fu il medico personale di Napoleone Bonaparte.

Jean-Nicolas Corvisart (1751-1821), invece, si sbarazzò sia del guanto che dell’indumento.

Sebbene la maggiorparte delle osservazioni di Auenbrugger  riguardassero le malattie polmonari, egli descrisse in dettaglio anche l’effusione pericardica e l’aneurisma  del cuore. Come ci si poteva attendere egli scoprì che, essendo simile al suono prodotto dalla percussione di una botte di vino, la percussione  nell’effusione pericardica produceva un rumore ovattato. Inoltre, osservando le varie gradazioni sonore della percussione prodotte nelle diverse regioni toraciche, egli notò un rumore sordo (sonus carnis) causato dalla percussione con le dita degli spazi occupati dal cuore. Questa semplice descrizione fornì la base ai successivi osservatori, specialmente Corvisart, per diagnosticare l’ingrandimento del cuore senza il beneficio di tecniche moderne quali la radiologia e l’ecocardiografia. Naturalmente, il metodo era alquanto grossolano e marcatamente soggettivo, eppure marcò un fondamentale punto d’arrivo nell’esame fisico.

È interessante notare che quando Laénnec introdusse la sua auscultazione mediata egli utilizzava la percussione  toracica  mentre sentiva con lo stetoscopio.

percussione mediata

plessimetro di Piorry

Pierre Adolphe Piorry (1794-1879), nel 1828, perfezionò le tecnica di Auenbrugger introducendo la percussione mediata. Naturalmente, ci furono delle serie obiezioni all’uso della percussione  immediata o diretta. Essa era dolorosa per il paziente e poco precisa nella localizzazione del processo patologico. Furono veramente pochi coloro che riuscirono a maneggiare questa tecnica con perfetta abilità. L’introduzione del plessimetro di Piorry, che inizialmente era in legno, riuscì a superare questi svantaggi. In seguito, egli utilizzò una piccola placca in avorio che applicava al torace con una mano, sola o attaccata ad uno stetoscopio, mentre picchiettava con le dita dell’altra mano.  Questo plessimetro è illustrato  sul suo atlante di plessimetria nel 1851.

Già nel 1831, James Hope e William Stokes, indipendentemente tra loro, avevano trovato che l’uso delle dita come plessimetro era superiore agli altri metodi (questo metodo è ancor oggi in voga).


Tratto dal capitolo 22 del Libro ‘The History of Cardiology’ di L. Acierno, 1994


 

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