Breve storia della nistatina

BREVE STORIA DELLA NISTATINA

Elizabeth Lee Hazen (1885-1975, a sinistra) e Rachel Fuller Brown (1898-1980) nel 1955.

Molte infezioni causate da muffe e lieviti sono sensibili alla nistatina, in particolare quelle sostenute da germi del genere Candida. Poiché l’antibiotico viene assorbito solo per il 20%, il suo impiego si limita alla terapia delle micosi cutanee e delle mucose (ad esempio quella esofagea), e in particolare alle candidosi dell’apparato digerente, respiratorio e genitale. In Italia è venduto dalla società farmaceutica Bristol-Myers Squibb con il nome commerciale di “Mycostatin” nella forma farmaceutica di sospensione orale contenente 100.000 UI/mL di principio attivo.


la scoperta della nistatina

Mandarino infetto da “penicillium”: nel punto assente della crescita era stata applicata la nistatina prima che il fungo coprisse il frutto.

Come molti altri farmaci antifungini ed antibiotici, la nistatina è di origine batterica. Fu isolato dallo “Streptomyces noursei” nel 1950 grazie al lavoro delle dottoresse Elizabeth Lee Hazen e Rachel Fuller Brown, che stavano facendo ricerche per la “Division of Laboratories and Research of the New York State Department of Health“. Hazen trovò un promettente microrganismo nel terreno della fattoria di un amico. Lo chiamò “Streptomyces noursei”, dal nome di Jessie Nourse, la moglie del proprietario della fattoria. Inizialmente chiamarono ‘fungicidina’, ma in seguito la rinominarono ‘nystatin‘ (da n.y. state), in onore del datore di lavoro, il Dipartimento della sanità pubblica dello Stato di New York.


un successo

Le due scopritrici brevettarono il farmaco, e poi donarono i 13 milioni di dollari di profitti a una fondazione per finanziare ricerche simili.
La loro scoperta ha avuto molteplici applicazioni, non solo in campo medico, che vanno dal salvataggio di alberi infetti al restauro di dipinti e opere d’arte danneggiate a causa di muffe. 

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