Breve storia della malattia di Lyme

BREVE STORIA DELLA MALATTIA DI LYME

Eritema migrante nella malattia di Lyme.

La malattia di Lyme, una zoonosi, è trasmessa da certi tipi di zecche (ixodida) ed è la più comune malattia trasmessa da vettore negli USA, dove è causata solo dalla spirocheta “Borrelia burgdoferi”. In Europa ed Asia è trasmessa da altre spirochete del genere Borrelia. L’eponimo ‘Borrelia’ deriva dal nome del biologo francese Amédée Marie Vincent Borrel (Cazouls-lès-Béziers, 1agosto 1867 – Cazouls-lès-Béziers, 14settembre 1936).
Il segno più comune è l’eritema migrante.
L’eritema solitamente inizia con piccole papule o macule eritematose che appaiono nella sede del morso della zecca 1-2 settimane dopo, e successivamente si allargano. La lesione può avere nel centro aree necrotiche o vescicole. L’eritema migrante può essere asintomatico, un po’ pruriginoso, o in rari casi, doloroso; se non trattate le lesioni possono raggiungere una larghezza di 60 cm di diametro sulla superficie corporea. Sebbene solitamente descritte come aventi aspetto “ad occhio di bue”, circa i due terzi delle lesioni degli eritema migranti sono uniformemente eritematosi o hanno un eritema centrale aumentato senza margini chiari.


La Malattia di Lyme

Ixodes scapularis (zecca del cervo)

I segni extra-cutanei della malattia disseminata di Lyme che possono presentarsi includono condizioni neurologiche, come paralisi di nervi craniali (soprattutto il faciale), e meningite che mima una meningite asettica. L’artrite è un segno tardivo della malattia disseminata.
I test sierologici per la diagnosi della “Borrelia burgdoferi” sono generalmente poco utili in pazienti con eritema migrante. Il test sierologico in “due fasi” per gli anticorpi della Borrelia burgdoferi (ELISA + Western immnoblot) è raccomandato anche se ha scarsa sensibilità nei pazienti con eritema migrante durante la fase acuta.
Trials randomizzati hanno mostrato che gli antibiotici più efficaci, se non controindicati, sono la doxiciclina, l’amoxicillina e l’acetossietilcefuroxima.


STORIA

Nel 2014 Il “New York Times” la definì “la malattia infettiva che si diffonde più rapidamente negli Stati Uniti dopo l’AIDS“. Rapporti da altri paesi indicavano come si stesse diffondendo anche in Asia, Europa e Sud America.
L’origine del nome della malattia si riferisce alla cittadina di Lyme (Connecticut), dove si verificò un’epidemia di questo male, segnalata a partire dal 1975, che si manifestò con un misterioso aumento dei casi di artrite, soprattutto infantile. L’artrite si associava ad eritemi cutanei sul torace, addome, dorso e natiche, che si ingrandivano fino a raggiungere una dimensione variabile tra i 10 e i 50 cm, mal di testa e dolori articolari.


scoperta della causa della malattia di Lyme

Stephen E. Malawista (a destra) insieme ad Allen C. Steere (a sinistra), in una fotografia del 1976.

Questo cluster fu indagato dai medici David Snydman ed Allen Caruthers Steere dell’Epidemic Intelligence Service del “Centers for Disease Control” di Atlanta, insieme ad altri ricercatori della “Yale University“, tra cui Stephen Malawista (4aprile 1934 – 18settembre 2013), a cui è attribuita la co-scoperta della malattia.

Nel 1977, Malawista e Steere identificarono la malattia come una nuova infezione diffusa da punture di zecche.  Malawista inizialmente chiamò la nuova malattia “artrite di Lyme“. Il nome fu in seguito cambiato in “malattia di Lyme” dopo che si evidenziò come la malattia comprendesse una vasta gamma di sintomi che non si limitavano al dolore articolare.  Malawista e i suoi colleghi inizialmente ipotizzarono che la malattia di Lyme fosse causata da un virus. Tuttavia, nel 1982 fu smentito dal microbiologo svizzero Willy Burgdorfer (27giugno 1925 – 17novembre 2014), che identificò correttamente il batterio Borrelia burgdorferi come causa della “malattia di Lyme” nel Connecticut e negli Stati Uniti orientali.

Ad una commemorazione ad Hartford, nel Connecticut, nel 1998, il governatore John G. Rowland ha dichiarato il 24settembre la “Allen C. Steere Day“.


UN VACCINO SFORTUNATO

Un vaccino per la malattia di Lyme, chiamato LYMErix, fu messo in commercio dalla compagnia farmaceutica “SmithKline Beecham” – ora GlaxoSmithKline – nel 1998. Dopo tre dosi il vaccino risultava efficace nel 76% negli adulti. Le ricerche sul vaccino erano state condotte proprio dal dottor Allen Caruthers Steere in qualità della sua posizione di direttore del Dipartimento di Reumatologia ed Immunologia della “Tufts School of Medicine“. LYMEerix lavora sulla proteina della superficie esterna A (Osp-A) della “Borrelia Burgdorferi”, l’agente causale della malattia di Lyme. Osp-A provoca la formazione di anticorpi del sistema immunitario contro di essa.
I risultati furono ambigui e la società lo tolse dal mercato meno di quattro anni dopo, citando tra la causa delle basse vendite una serie di cause legali da parte di pazienti che avevano affermato che il vaccino aveva loro causato gravi artriti insieme ad altri sintomi. Secondo alcuni, il vaccino aveva provocato una reazione autoimmune.

Gli studi non hanno mai mostrato un legame diretto tra LYMErix e qualsiasi effetto collaterale cronico o gravi complicanze. Ma le affermazioni dei pazienti al riguardo, e la conseguente copertura mediatica, sono state sufficienti a diffidare medici e pazienti.

Il dottor Gregory Poland, un vaccinologo della “Mayo Clinic“, ha scritto che l’interesse del pubblico, indotto da gruppi anti-vaccino e dalle class action, ha portato al ritiro di LYMErix dal mercato. L’alto costo del vaccino e la confusione su chi avrebbe dovuto assumerlo e quanti dosi fossero necessarie non ne hanno certamente aiutato sue prospettive di successo.


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