Breve biografia del grande anatomista Paolo Mascagni

BIOGRAFIA DEL GRANDE ANATOMISTA PAOLO MASCAGNI, TRA ELOGI OTTOCENTESCHI E MODERNE ANNOTAZIONI

Giovanni Paolo Mascagni (Pomarance, 25 gennaio 1755 – Chiusdino, 19 ottobre 1815)

Da Aurelio Mascagni, comodo possidente, e da Elisabetta Burroni delle Pomarance, onesti coniugi, ebbe vita nel dì 25 gennajo 1755 Paolo Mascagni.

Fra le domestiche mura ebbe egli le prime tracce d’educazione e d’istruzione. Crescendo insieme con l’età il desiderio di tutto indagare e sapere, fu allora dai genitori collocato in Siena per meglio assecondare lo sviluppo del giovinetto. Arricchitosi delle teorie del Galilei e del Newton, si decise al nobile studio della fisica animale.

Modellatosi il giovine Mascagni sull’esempio di tanto precettore (il professore Pietro Tabarrani, all’Università di Siena), ben presto tutte le doti dell’animo andarono a svilupparsi, in modo, che rapidamente avanzando in tutti i rami della medica scienza, con ammirazione e applauso di tutti, ottenne in giovine età la laurea dottorale (nel 1777).


lo studio anatomico

Tavola anatomica del sistema linfatico.

Trasportato specialmente per lo studio anatomico e per le scienze naturali, amò piuttosto meditare l’organismo animale che appigliarsi alla pratica medica. Mascagni fu nominato dissettore nel 1777. In tal circostanza divenne più strettamente legato al Tabarrani, ne crebbe l’affetto, e le doti dell’uno e dell’altro s’innestarono così mirabilmente. Animato dalla voce del precettore, ascese sulla cattedra di Anatomia (come lettore) l’anno 1779. Nel 1782, dopo la morte del maestro, il Mascagni gli succedette essendo stato nominato professore di Anatomia. Nel 1781, Mascagni iniziò a collaborare con lo scultore Clemente Susini, che stava lavorando ad una collezione di cere anatomiche umane. La collezione fu completata nel 1786 e consisteva di circa 800 pezzi.
Nel 1784, alla richiesta della ‘Accademia delle Scienze‘ di Parigi di determinare in maniera completa il sistema dei vasi linfatici, il prof. Mascagni inviò il prodromo d’un’opera contenente 24 tavole su foglio, fatte eseguire poi in modelli di cere anatomiche.


IL LINFATICO E NON SOLO

Frontespizio dell’opera ‘Anatomiae Universae Icones‘ di Paolo Mascagni.

Nel 1787, egli completò la sua opera e vide la luce il suo trattato completo intitolato “Vasorum lymphaticorum corporis humani historia et iconographia“.
Nel 1798 divenne presidente dell’Accademia dei Fisiocritici di Siena. Durante l’occupazione francese della Toscana abbracciò la causa giacobina, ma questo gli comportò la detenzione per sette mesi nel periodo della Restaurazione quale sorvegliato politico.
Nonostante ciò, il 22 ottobre 1801 il re di Etruria, Ludovico I, ruppe motu proprio la detenzione del Mascagni nominandolo professore di anatomia, fisiologia e chimica all’Università di Pisa, obbligandolo anche a tenere due volte la settimana lezioni a Firenze, presso l’Arcispedale di Santa Maria Nuova.
Essendosi pensato ad accrescere splendore all’accademia delle belle arti, e dare ai giovani studiosi quelle anatomiche nozioni che si richiedono, il nostro Mascagni fu eletto professore anche d’anatomia pittorica. Collaborò inoltre con l’Officina ceroplastica fiorentina in qualità di supervisore.


MAESTRO DI ANATOMIA

Tavola anatomica tratta da “ANATOMIAE UNIVERSAE” 

Nel 1801, l’anatomista sardo Francesco Antonio Boi (Olzai, 1767 – Cagliari, 15 maggio 1850) divenne uno studente di Mascagni. Mascagni e Boi intrecciarono una stretta collaborazione e un’amicizia personale.

Le cere anatomiche prodotte grazie al lavoro del Boi sono oggi conservate nel “Museo archeologico nazionale di Cagliari“.

Il grande neuro-fisiologo Luigi Rolando, archiatra del re Vittorio Emanuele, in fuga verso la Sardegna con la corte sabauda dopo l’invasione di Napoleone Bonaparte in Piemonte, stazionò a Firenze nel 1804 ed intrecciò anche lui una feconda amicizia con il Mascagni.
Paolo Mascagni morì il 19 ottobre 1815 durante un soggiorno alla sua tenuta di Castelletto, presso Chiusdino, probabilmente a causa di una sepsi. La sua tomba è andata purtroppo perduta.


Riconoscimenti Postumi

Mentre era professore a Firenze lavorò al suo trattato di anatomia che venne pubblicato postumo nel 1823 con il titolo “Anatomiae universae iconae“.
A Mascagni è stata attribuita in maniera postuma anche la scoperta di vasi linfatici meningei, sebbene le sue scoperte siano state ignorate durante la sua vita. Questi vasi sono state definitivamente scoperte nei topi nel 2014 e successivamente confermate negli umani e nei primati non umani nel 2017.


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