Alle origini della chimica di laboratorio: il colorimetro di Duboscq

ALLE ORIGINI DELLA CHIMICA DI LABORATORIO: IL COLORIMETRO DI DUBOSCQ

colorimetro di Duboscq

Un colorimetro è uno strumento che misura l’assorbimento di particolari lunghezze d’onda della luce da parte di una soluzione colorata. È comunemente usato per determinare la concentrazione di un soluto conosciuto in una soluzione. È caratterizzato da una maggiore semplicità costruttiva rispetto ad uno spettrofotometro e per operare generalmente nella regione spettrale del visibile, tra ca. 400 e ca. 700 nm.

Un colorimetro confronta i colori di campioni con colori standard durante l’analisi chimica per determinare la concentrazione di un campione da saggiare. I campioni sono visionati attraverso un microscopio monoculare.
Il colorimetro di Duboscq fu usato per l’analisi delle urine e in seguito per l’analisi del sangue nel determinare le concentrazioni dei suoi componenti in laboratori di fisiologia e per la diagnosi medica.
Jules Duboscq (1817-1886), un costruttore francese di strumenti ottici, inventò questo tipo di colorimetro nel 1854. Esso fu uno dei primi colorimetri e divenne uno dei più popolari.

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