Alcune notizie sulla storia delle trasfusioni ematiche

ALCUNE NOTIZIE SULLA STORIA DELLE TRASFUSIONI EMATICHE

Andreas Libavius (1555-1616)

Accenni alle trasfusioni sanguigne si possono trovare negli scritti dell’antichità. Il sangue animale veniva utilizzato spesso con reazioni fatali.

La prima chiara descrizione dell’uso di sangue umano comparve nel 1615. Il medico tedesco Andreas Libavius (1555-1616) era l’autore di questo resoconto. Tale lavoro non ebbe nessun impatto dal momento che il sangue animale, con le sue connesse e spesso fatali complicanze, continuò a rimanere la principale fonte di trasfusione.
I primi tentativi di praticare un approccio disciplinato comparvero nel 1824 con la pubblicazione di un articolo da parte di James Blundell (1791-1878), un ostetrico londinese.


Blundell

Tale articolo descriveva 3 metodi per la trasfusione sanguigna utilizzati in 5 donne usando solo sangue umano. Questo fu il suo primo tentativo, e nonostante il fatto che usasse solo sangue umano tutte le donne morirono. Ignorando i principi della trasfusione sanguigna egli non riuscì a svelare le ragioni della loro morte. Egli gestì con successo la trasfusione di sangue umano nei successivi tentativi per 4 anni e riportò tali tentativi in un successivo report dopo quello iniziale. Comunque questa fu solo fortuna dal momento che egli era ancora inconsapevole del meccanismo fisiopatologico sottostante.


il meccanismo delle reazioni fatali

Emil Ponfick (1844-1913)

Il meccanismo sottostante le reazioni fatali con sangue animale fu portato alla luce nel 1875. Questo fu il risultato delle ricerche fatte da due uomini che lavoravano in modo indipendente tra loro. I due uomini erano i fisiopatologi tedeschi Emil Ponfick (1844-1913) e Leonard Landois (1837-1902).
Il loro lavoro pose fine all’uso del sangue animale ma non riuscì a dare una spiegazione sui meccanismi che determinavano il decesso in caso di trasfusione con sangue umano.
Chi riuscì a chiarirne i meccanismi fu Karl Landsteiner (1868-1943, nella foto), un assistente dell’Istituto di Anatomia Patologica presso l’Università di Vienna. Nel suo articolo, pubblicato nel 1901, egli riuscì a dimostrare che l’agglutinazione dei globuli rossi del sangue del donatore era responsabile delle manifestazioni cliniche nelle reazioni da trasfusione.


Karl Landsteiner ed i gruppi sanguigni

Karl Landsteiner ed i gruppi sanguigni

Inoltre, il suo articolo, basato su uno studio su 22 soggetti, rivelò che l’agglutinazione era dovuta alla presenza di iso-agglutinine nel siero del ricevente. Egli descrisse tre tipi differenti di iso-agglutinine. Secondo la sua teoria queste formavano la base dei gruppi sanguigni, conosciuti all’inizio come A, B e C.
Questo fu un successo rimarchevole, ma sfortunatamente, la sua potenzialità non fu del tutto apprezzata per molto tempo fino a quando Ludvig Hektoen (1863-1951), un americano, non enfatizzò l’importanza clinica dell’agglutinazione nel causare le reazioni da trasfusione.


il quarto gruppo sanguigno

Ludvig Hektoen

In quel periodo venne aggiunto un nuovo gruppo sanguigno ai tre descritti da Landsteiner. Questo venne denominato 0 allorchè fu scoperto da Alfred von Decastello ed Adriano Sturli (1873-1964) nel 1902.
Un altro lavoro sull’iso-agglutinazione venne eseguito da altri ricercatori americani. Il lavoro di Hektoen condusse John Funke del Jefferson Medical College Hospital ad utilizzare il fenomeno dell’iso-agglutinazione come base per i test di cross-agglutinazione, e John Gibbon (1903-1973, inventore della macchina cuore polmone), un chirurgo di Filadelfia, seguendone il consiglio, iniziò a fare questi test prima di eseguire una trasfusione in modo da assicurare la compatibilità. Anche Reuben Ottenberg (1882-1959)descrisse nel 1911 il valore di questi test al fine di ridurre l’incidenza delle reazioni da trasfusione. L’evidenza statistica stabilì che la “tipizzazione e la compatibilità” dovessero essere dei requisiti essenziali nelle procedure di trasfusione sanguigna.
Landsteiner ricevette il premio Nobel nel 1930 come riconoscimento nell’aver fornito le basi immunologiche delle reazioni da trasfusione, e per aver fornito il fondamento essenziale allo sviluppo di adeguati test pre-trasfusione.


test sbagliati prima di landsteiner

Reuben Ottenberg 

Prima del contributo di Landsteiner furono congegnati molti test per minimizzare la possibilità di reazioni da trasfusione. Un test “biologico” era tra i più popolari. Questo era un errore metodologico che cercava di determinare l’incompatibilità.

Una piccola quantità del sangue del donatore veniva iniettata nel circolo sanguigno del ricevente. Se non si manifestava nessuna reazione avversa si assumeva che il sangue del donatore non avesse il potenziale di determinare la morte del ricevente. Questo non era appropriatamente un approccio del tutto scientifico e mostra ancora una volta come la conoscenza dei meccanismi fisiopatologici è la chiave del successo clinico.


vedi:
  • The History of Cardiology‘, di L. Acierno, 1994, cap. 29

 

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