Una pioniera nel trattamento moderno delle ustioni: Zora Janzekovic

UNA PIONIERA NEL TRATTAMENTO MODERNO DELLE USTIONI: LA DOTTORESSA ZORA JANZEKOVIC

Uno dei progressi più importanti nella cura delle ustioni moderne derivò dalla consapevolezza che la morbilità e la mortalità erano significativamente ridotte se il tessuto ustionato veniva rimosso chirurgicamente e la risultante ferita chirurgica veniva chiusa con innesti cutanei autologhi.

Questa osservazione derivò dal lavoro pionieristico di Zora Janzekovic (30 settembre 1918-17 marzo 2015, nella foto) che introdusse il mondo delle ustioni alla pratica dell’escissione tangenziale. Lavorando nelle circostanze più difficili dal 1960, dietro l’allora “cortina di ferro”, a Maribor nell’attuale Slovenia (dove aveva assunto la direzione del nuovo dipartimento di Chirurgia Plastica), la dottoressa Zora Janzekovic iniziò ad esplorare e sviluppare il ruolo della escissione tangenziale precoce della ferita da ustioni.


la tecnica dell’escissione tangenziale

La dottoressa Zora Janžekovič, al centro della foto, al letto di una piccola paziente ustionata.

Nella prima metà del ventesimo secolo, l’escissione e l’innesto erano riservati ad ustioni a tutto spessore e in genere venivano eseguite per la prima volta settimane dopo l’infortunio. Poiché la principale causa di mortalità nelle ustioni si era spostata dallo shock alla sepsi, gli sforzi di ricerca si concentrarono sulla prevenzione delle infezioni attraverso lo sbrigliamento (‘debridement‘) e la copertura precoce della ferita.
I primi risultati furono deludenti fino a quando la dott.ssa Zora Janzekovic, una chirurga jugoslava, non sviluppò la tecnica dell’escissione tangenziale.


un’innovazione nel trattamento delle ustioni

La dottoressa Janzekovic ipotizzò che le ustioni a spessore parziale, sebbene precedentemente lasciate guarire spontaneamente, contribuissero all’infezione del graft e alla successiva sepsi da ustione.

La sua tecnica di escissione tangenziale includeva ustioni a spessore parziale, prendendo sottili fette di ustioni sia a spessore intero che parziale fino a tessuti sanguinanti sani prima dell’autotrapianto.


un successo

La sua serie iniziale di 1300 pazienti fu stata presentata ad un simposio sull’ustione in Jugoslavia nel 1968.

Il suo rimarchevole articolo, pubblicato nel dicembre 1970 sulla rivista ‘J Trauma‘, divenne ovunque, in quell’anno, un documento simbolo sulle ustioni.

Il suo metodo si è presto diffuso prima negli USA e Regno Unito e subito dopo nel resto del mondo.


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