L’ippoterapia senza cavallo

L’ippoterapia senza cavallo

Il 1897 fu veramente un anno fortunato per tutti gli inglesi che non potevano permettersi un cavallo in carne ed ossa (o la fatica di montarvi su) allo scopo di migliorare il loro stato psicofisico.
La sella “Victor Horse-Action“, a detta del dottor. George Fleming era ben più di un sostituto del cavallo. Con le sue funzioni (trotto, canter e galoppo) essa era in grado di promuovere il buon umore, accelerare la circolazione, stimolare il fegato, far dimagrire ma anche stimolare l’appetito, e persino curare gotta ed indigestione.
E come se non bastasse c’era anche la versione al femminile in grado di migliorare i sintomi dell’isteria.
Che successo: anche Sua Altezza Reale il Principe di Galles volle ordinarne una tutta per sè!
Pare che l’autorevole The Lancet avesse scritto a riguardo: “La fatica e la difficoltà di cavalcare dal vivo sono risparmiate“.
Oggi, magari la chiameremmo “ippoterapia” o un pò più umilmente “sellaterapia”…

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