La sifilide, la malattia degli altri

La sifilide, la malattia degli altri

Una delle prime illustrazioni di pazienti affetti da Sifilide (Vienna, 1498). https://en.wikipedia.org/wiki/Syphilis#/media/File:400Behandlung_der_Syphilis.jpg

Difficilmente si può sostenere la tesi dell’origine europeista della sifilide di fronte al concorde giudizio di tanti medici dell’epoca. Dopo il 1493 la malattia ‘nuova‘ si manifestò con una tale violenza di sintomatologia ed espansione da costituire una vera e propria pandemia, tanto più spaventosa in quanto che colpiva una ‘popolazione biologicamente impreparata a combatterla‘. Questo è il punto su cui tanti storici della medicina basano la loro convinzione dell’origine america, oltre agli argomenti storici: solo una malattia che colpisce una popolazione che non ne abbia mai sofferto, e che perciò non abbia suscitato poteri immunitari nell’organismo, può esplodere in modo così distruggente, totalitario e mortale. Gli studiosi hanno notato una certa immunità negli indigeni dei paesi maya, dovuta probabilmente ad una lunga ‘assuefazione’. Di qui la conclusione: sifilide attenuata nelle donne indigene al primo sbarco di Colombo, infezione attenuata ai primi contatti e virulentazione del germe per i successivi passaggi, con esplosione simultanea nei paesi europei fino ad allora immuni. L’internazionalità della sifilide è testimoniata dai vari nomi dati alla malattia.


La malattia degli altri

“L’entrata di Carlo VIII a Firenze” di Giuseppe Bezzuoli (1829) https://www.uffizi.it/opere/l-entrata-di-carlo-viii-a-firenze

Gli italiani, riferendosi alla diffusione della sifilide che avverò in occasione della calata delle truppe del re di Francia, Carlo VIII di Valois, nel 1494, chiamarono questo male con l’appellativo ben noto di ‘mal franzese‘. In contraccambio, i francesi chiamarono la malattia ‘male italiano‘ o ‘male napolitano‘; gli spagnoli gli dettero il nome di ‘mal dei tedeschi‘, mentre gli olandesi lo chiamarono ‘vaiolo ispano‘ e gli africani si unirono agli olandesi nel chiamarlo ‘male spagnolo‘. I russi lo chiamarono ‘mal dei polacchi‘ e i turchi, facendone una questione religiosa lo chiamarono ‘mal dei cristiani‘.

Per quanto riguarda l’eziologia della malattia, le opinioni non furono meno svariate; gli astrologi furono convinti che ne fossero causa congiunzioni ed opposizioni dei pianeti (ed in particolare Saturno e Marte) sotto il segno zodiacale dello scorpione che nelle tavole anatomiche-astronomiche presiedeva gli organi genitali.


La causa della sifilide

“Sifilitico” di A. Durer (1496).

Albrecht Dürer (1471-1528), in una delle sue opere minori, incise nel 1496 l’arrivo della sifilide in Europa, malattia nuova portata dalle “stelle”. In essa, un uomo devastato dalle escrescenze di una malattia che deturpa l’anima e il corpo, avanza con le mani aperte in segno di orribile fratellanza verso chiunque incontri sul suo cammino, i genitali scoperti impudicamente a mostrare la scellerata causa di cotanto sfacelo ed una sfera celeste con le costellazioni zodiacali sospesa sul capo, a monito di quanto possa e debba accadere agli esseri umani che ignorano l’influenza e la capacità degli astri di indirizzarne le alterne fortune.

I teologi affermarono, invece, che questa era la giusta pena di coloro che bestemmiavano la divinità di Dio.

Tra i medici (e non medici) si diffusero le dicerie più strane come causa della sifilide: il coito con lebbrosi, la corruzione dell’aria per la frequenza delle piogge, la pestilenza di acqua, l’alimentazione di carne umana, la contaminazione del vino con sangue di lebbrosi, congiungimenti con bestie (principalmente con il cavallo), l’alimentazione con carne di serpente americano.


la causa della sifilide secondo Amerigo Vespucci

Una versione in italiano della ‘Sifilide’ di Fracastoro, in italiano, 1793.

Tra queste notizie, una delle più strane fu quella emessa da Amerigo Vespucci, il quale asserì che le donne del nuovo continente erano così libidinose che, per eccitare il desiderio dell’uomo, pungevano i suoi genitali con un insetto che inietta un veleno afrodisiaco, il quale corrompe gli umori, poiché alla base di tutte queste fantasticherie c’era sempre la teoria umorale che rischiarava al tempo con la certezza che la corruzione degli umori fosse la causa determinante della malattia.

Il nome sifilide venne dato in seguito al celebre poemetto del grande medico veronese Girolamo Fracastoro (1476-1553), intitolato ‘Syphilis, sive de morbo gallico‘ (Sifilide, cioè del morbo gallico) sotto forma di poemetto in esametri scritto nel 1521, ma pubblicato nel 1530.


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