Il primo intervento a cuore aperto della storia

IL PRIMO INTERVENTO A CUORE APERTO DELLA STORIA

Una curiosa immagine in cui un paziente è immerso in una vasca con ghiaccio, sottoposto ad “ipotermia artificiale“.
Nel 1950, il dott. Wilfred Gordon Bigelow, iniziando a studiare gli animali durante il letargo, si rese conto che essi resistevano al freddo stando inverni senza mangiare e che la loro frequenza cardiaca diminuiva. Facendo esperimenti sui cani, egli scoprì che, a bassa temperatura, si poteva aprirne il cuore e manipolarlo per 4 minuti senza che questi morissero.
Grazie agli studi sull’ipotermia, nel 1952, i chirurghi Floyd John Lewis (1916-1993) e Clarence Walton Lillehei (23 ottobre 1918 – 5 luglio 1999) eseguirono il primo intervento a cuore aperto su una bambina di 5 anni, presso l’ospedale dell’Università del Minnesota.


l’intervento

http://tele.med.ru/book/cardiac_anesthesia/text/gr/gr001.htm

Essi avvolsero la bambina con una coperta ipotermica mantenendo il suo corpo ad una temperatura tra i 26 ed i 27 gradi centigradi. Ipotizzando che la bambina potesse vivere con una bassa frequenza cardiaca per 6-10 minuti, aprirono il torace, interruppero il flusso di sangue venoso e suturarono il difetto interatriale “ostium secundum” con visualizzazione diretta, mentre il cuore batteva da solo (essi non usarono la macchina cuore – polmone che verrà introdotta l’anno successivo).
L’operazione fu un successo, ed è stato il primo intervento a cuore aperto in chirurgia! Nei successivi 3 anni, Lewis e i colleghi operarono su 60 pazienti con difetti del setto atriale usando l’ipotermia ed il blocco dell’afflusso di sangue al cuore come tecniche operatorie. Il cateterismo cardiaco postoperatorio confermò una chiusura completa del difetto, e la bambina diventerà madre di due bambini normali.


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