Il parkinsonismo descritto dall’autore di ‘Risvegli’

IL PARKINSONISMO DESCRITTO DALL’AUTORE DI ‘RISVEGLI

Nel 1817, il medico londinese James Parkinson pubblicò il suo famoso “Essay on the Shaking Palsy” [Saggio sulla Paralisi Agitante], nel quale descriveva, con vivezza ed una capacità di penetrazione che non sono mai state superate, quella condizione morbosa frequente, importante e singolare che oggi è conosciuta come Morbo di Parkinson.
Il caratteristico tremore, lieve o grossolano, e la caratteristica accelerazione o festinazione dell’andatura e della parola erano stati descritti dai medici fin dai tempi di Galeno.
Descrizioni particolareggiate erano pure comparse nella letteratura non medica, ad esempio la descrizione della “paralisi agitante” di Hobbes, nella “vita” di questi scritta da John Aubrey.
Ma Parkinson fu il primo a cogliere ogni aspetto e manifestazione della malattia come un insieme, e a presentarla come una condizione umana o forma di comportamento peculiare a sé stante. Egli arrivò a capire che, così come certe stelle formano una costellazione, molti fenomeni apparentemente non collegati fra loro possono costituire un “raggruppamento di sintomi” ben definito e costante; e fu il primo a identificare il raggruppamento, la costellazione o sindrome, che oggi chiamiamo “parkinsonismo”. …
Parkinson si rese conto che lo strano raggruppamento da lui osservato era qualcosa di più di una sindrome diagnostica … era una specie di “cosmo”.
Fra il 1860 ed 1890, lavorando tra la folta popolazione dei malati cronici della Salpetriere, Charcot, colmò il disegno che Parkinson aveva delineato. … Charcot colse le importanti relazioni e affinità esistenti tra i sintomi del morbo di Parkinson e quelli della depressione, della catatonia e dell’isteria; … Charcot definì il parkinsonismo “una nevrosi”.
Nell’Ottocento era raro vedere casi di parkinsonismo prima dei cinquant’anni, e quei pochi di norma venivano imputati ad un processo degenerativo o a un difetto di nutrizione di certe cellule deboli o vulnerabili; … il morbo era definito una “idiopatia”.
Nel primo quarto del Novecento, con l’arrivo della grande epidemia di Encefalite Letargica (in numerosi paesi comunemente chiamata “malattia del sonno”), fece la sua comparsa una nuova specie di parkinsonismo, che risaliva ad una causa chiara e specifica: questo parkinsonismo encefalitico o post-encefalitico, a differenza della malattia idiopatica, poteva colpire gente di qualsiasi età, e assumere forma e gravità maggiori e più impressionanti.
Una terza causa importante di parkinsonismo si è manifestata solo negli ultimi decenni, ed è una conseguenza indesiderata (di solito transitoria) dell’uso dei farmaci cosiddetti “tranquillanti maggiori”, farmaci a base di fenotiazina e butirrofenoni.
Si dice che negli Stati Uniti vi siano due milioni di persone affette da parkinsonismo: un milione da morbo di Parkinson, un milione da parkinsonismo indotto da farmaci, e poche centinaia o migliaia di pazienti con parkinsonismo post-encefalitico, gli ultimi sopravvissuti della grande epidemia. Altri tipi di parkinsonismo (da avvelenamento di ossido di carbonio o da manganese, da sifilide, tumori, ecc.) sono estremamente rari, ed è improbabile che giungano all’osservazione del medico generico durante un’intera vita professionale. …
Se è presente, il “tremore” tende a manifestarsi a riposo e a scomparire con il movimento o l’intenzione di muoversi; talvolta è limitato alla mano, e assomiglia al gesto di chi conta le monete o arrotola la mollica di pane o (secondo le parole di Gowers) è simile al “movimento con cui gli orientali percuotono i loro piccoli tamburi”…
Il secondo sintomo di parkinsonismo comunemente ricordato, oltre al tremore, è la “rigidità”, che ha una curiosa caratteristica plastica – è solitamente paragonata all’incurvamento di un tubo di piombo – e può essere di marcata gravità. …
Entrambi possono essere assenti, soprattutto nella forma post-encefalitica della malattia.


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