I primi testi di elettrocardiografia

I primi testi di elettrocardiografia

Frontespizio della monografia di Alexander Samojloff.

La prima monografia sull’elettrocardiografia clinica fu un breve pamphlet di 37 pagine scritto da Alexander Samojloff, intitolato Elektrokardiogramme. Esso comparve nel 1909, e sorprendentemente non era nota ai medici occidentali anche se scritta in tedesco e pubblicata da un editore tedesco di chiara fama. Samojloff era un fisiologo russo che, con la sua preparazione nel campo dell’elettrofisiologia, si appassionò all’elettrocardiografia dopo aver letto l’articolo originale di Einthoven nel 1903. Egli organizzò una visita ai laboratori di Einthoven a Leida e familiarizzò con la stessa invenzione di Einthoven. Ciò fu l’inizio di un’amicizia che durò fino alla morte di Einthoven nel 1927. Samojloff era professore di zoologia, anatomia comparata e fisiologia. Nel 1908 egli comprò il sesto strumento prodotto dalla Cambridge Scientific Company.


THOMAS LEWIS

Sir Thomas Lewis (Cardiff, 26 dicembre 1881 – Rickmansworth, 17 marzo 1945)

Il primo manuale completo di elettrocardiografia clinica fu scritto da Thomas Lewis nel 1913 e fu pubblicato con il titolo Clinical Electrocardiography. Il testo era il prodotto di un’esperienza che abbracciava solo quattro brevi anni, ma fu scritto con la convinzione che l’elettrocardiografia sarebbe diventata essenziale nella diagnosi e nel trattamento moderno delle patologie cardiache. L’esperienza era stata acquisita dalle registrazioni ottenute con una macchina che era posta sotto una scalinata di fronte all’ascensore dell’ospedale presso la University College Hospital (UCH) di Londra. Evidentemente Lewis non incontrò in questa alcova i problemi di vibrazione che avevano afflitto in origine Einthoven. 

Mentre il pamphlet di Samojloff conteneva solo elettrocardiogrammi ad una singola derivazione limitati alla stenosi mitralica ed all’ipertrofia dei ventricoli, il testo di Lewis includeva descrizioni di molte aritmie.  Lewis conosceva bene i contributi di Samojloff dal momento che la sua opera cita nove lavori pubblicati dal fisiologo russo.


un illustre commento al libro di Lewis

Lewis aveva solo 32 anni quando pubblicò il suo manuale. Deve essere stato molto gratificante per lui leggere la critica che ricevette sul British Medical Journal del 20 giugno 1914.

Il seguente è un piccolo paragrafo che esprime succintamente il plauso del recensore per questo lavoro fondamentale.

Il libro del Dr Thomas Lewis, Clinical Electrocardiography, è un eccellente sommario dello stato attuale della conoscenza di questo argomento. Le immagini sono ammirevoli, e la descrizioni delle varie curve e di ciò che significano lasciano soddisfatti. Egli dichiara nella sua prefazione che il libro è inteso come un supplemento del suo piccolo lavoro Clinical Disorders of the Heart Beat, ma è in realtà un trattato indipendente che può essere facilmente compreso da uno che abbia già letto l’altro libro. …  All’inizio viene descritto l’elettrocardiogramma normale, ed in seguito sono discusse certe forme ritmiche ma anomale, includendo quelle variazioni che si credono indicare l’ipertrofia ventricolare destra e sinistra. Via via seguono le descrizioni dei segni elettrici di blocco cardiaco, contrazioni premature, tachicardia parossistica, flutter auricolare e fibrillazione auricolare. Due capitoli sono dedicati ai disturbi sinusali ed ai meno marcati fenomeni elettrici di certe lesioni valvolari. Un esame accurato del libro convincerà  la maggior parte dei lettori che l’autore è giustificato a dichiarare “ci sono certe anomalie dell’azione cardiaca sulle quali altri metodi sono quasi, se non del tutto, silenti; la conoscenza di queste condizioni è un possesso quasi esclusivo dell’elettrocardiografia.”


VEDI :
  • The History of Cardiology di L. Acierno, 1994, cap. 24.

 

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