I nazisti contro l’Institut für Sexualwissenschaft

I NAZISTI CONTRO L’ISTITUTO PER LA RICERCA SESSUALE

«Dovunque si bruciano i libri, si finisce per bruciare anche gli uomini»

[Heinrich Heine, (Düsseldorf, 13 dicembre 1797 – Parigi, 17 febbraio 1856) ]


Il rogo nazista dei libri del 10 maggio 1933, tra i quali quelli sequestrati all’Istituto

L’Institut für Sexualwissenschaft era un istituto privato tedesco di ricerca sessuologica, con sede a Berlino, attivo dal 1919 fino al 1933, quando fu distrutto dai nazisti con un rogo di libri (Bücherverbrennung). Il nome può essere variamente reso in italiano come “Istituto per la ricerca sessuale“, o “Istituto per la sessuologia”, o “Istituto per la scienza della sessualità”.
L’istituto era situato nel parco Tiergarten di Berlino e diretto da un sessuologo di origine ebrea, il dottor Magnus Hirschfeld (1868-1945). Dal 1897 Hirschfeld, insieme ad alcuni collaboratori), aveva istituito il “Wissenschaftlich-humanitäres Komitee” (Comitato scientifico-umanitario), che si occupava di promuovere una campagna a favore dei diritti degli omosessuali, osteggiati dal paragrafo 175 del codice penale tedesco, che trattava l’omosessualità maschile come un crimine.


STUDI SULLA SESSUALITA’ DI HIRSCHFELD

Magnus Hirschfeld (Kolberg, 14 maggio 1868 – Nizza, 14 maggio 1935)

Il Comitato pubblicava inoltre il giornale “Jahrbuch für sexuelle Zwischenstufen” (traducibile come Annuario degli Stati transessuali).
Hirschfeld era anche un ricercatore: raccolse oltre 10.000 questionari relativi alla sessualità e pubblicò i risultati nel 1914 nel suo ‘Die Homosexualität des Mannes und des Weibes‘ (L’omessesualità degli uomini e delle donne). Egli, nel corso degli anni, raccolse una immensa ed unica, per l’epoca, biblioteca sui temi dell’amore e dell’erotismo omosessuale.
L’Istituto per la ricerca sessuale era stato inaugurato nel 1919 da Hirschfeld e dal suo collaboratore Arthur Kronfeld (9 gennaio 1886 – 16 ottobre 1941), un famoso psicoterapista e più tardi professore nella celebre clinica della Charité a Berlino.
Oltre ad essere una grande biblioteca per ricercatori contenente un grande archivio di documenti, l’Istituto possedeva anche delle sezioni mediche, psicologiche ed etnologiche, oltre che di un apposito consultorio matrimoniale e sessuale.


L’ISTITUTO

Un sfilata degli studenti tedeschi davanti all’Istituto poco prima del saccheggio del 6 maggio 1933

L’Istituto veniva visitato da circa 20.000 persone l’anno, e forniva circa 1.800 consulti. I visitatori più indigenti venivano seguiti gratuitamente. Inoltre l’Istituto patrocinava l’educazione sessuale, la contraccezione, la cura per le malattie trasmesse sessualmente e l’emancipazione femminile, oltre ad essere un precursore assoluto dei diritti civili e l’accettazione sociale degli omosessuali e dei transgender. Magnus Hirschfeld coniò il termine “transessuale” identificando per primo la categoria clinica sulla quale il suo collega Harry Benjamin (1885-1986), lavorò successivamente negli Stati Uniti con la pubblicazione di “The transsexual phenomenon“. Alcuni transgender facevano parte dello staff dell’Istituto e molti vi andavano per un consulto.  L’Istituto offriva diversi servizi endocrinologici e chirurgici, inclusa la prima operazione moderna di cambiamento di sesso, completa dal sesso maschile a quello femminile, effettuata tra gli anni venti e gli anni trenta.


Da Rudolph R. a Dora R.

Dora Richter (1891- 6 maggio 1933?)

Nel giugno del 1931, Dora Richter, (nata nel 1891 circa), che inizia la vita come Rudolph R, diventa la prima donna trans di cui rimangono le testimonianze che si sia sottoposta a vaginoplastica. Secondo il dott. Felix Abraham, uno psichiatra che lavorava presso l’Istituto per la ricerca sessuale dove Dora era riuscita ad ottenere l’impiego come domestica dal dott. Hirschfeld, il suo “primo passo verso la femminilizzazione era stato fatto per mezzo della castrazione” nel 1922. Rudolph aveva ricevuto castrazione (orchiectomia) presso l’Università di Berlino dal dott. Erwin Gohrbandt.

Dopo ciò ci fu una lunga pausa, fino all’inizio dell’anno 1931, quando fu eseguita inizialmente l’amputazione del pene e in giugno, l’intervento di una vaginoplastica altamente sperimentale eseguita dal dott. Erwin Gohrbandt, (1890-1965) che in seguito diventerà un chirurgo generale decorato nella Wehrmacht.


il lavoro dell’istituto fino all’avvento del nazismo

Hirschfeld patrocinò inoltre presso la polizia di Berlino l’abbreviazione degli arresti di travestiti sospetti di prostituzione, fino a quando l’ascesa del nazismo lo obbligò ad abbandonare la Germania.

Il 6 maggio 1933 mentre Hirschfeld era impegnato in una serie di conferenze negli Stati Uniti, la gioventù studentesca nazista del “Deutsche Studentenschaft” organizzò un attacco contro l’Istituto. Vennero saccheggiati 20.000 volumi, 5.000 immagini ed una lunga lista di nomi ed indirizzi di persone che erano, a diverso titolo, transitate dall’Istituto: il totale del materiale sequestrato assommava ad oltre mezza tonnellata. Non si sa se Dora Richter rimase uccisa in quell’attacco all’Istituto.


chi brucia un libro brucia un essere umano

La notte del 10 maggio, la biblioteca e gli archivi sequestrati vennero pubblicamente bruciati sulle strade della Opernplatz. Durante il rogo Joseph Goebbels tenne un violento discorso contro la cultura «degenerata» ad una folla di 40.000 uomini e i leader del “Deutsche Studentenschaft” proclamarono i loro Feuersprüche (“legge del fuoco contro lo spirito non germanico”). I libri di autori ebrei delle librerie vicine all’Istituto e dell’Università Humboldt vennero altresì distrutti.

Ed oggi Benedetto XVI

Il 4 maggio 2020, il Papa emerito Benedetto XVI su matrimonio omosessuale e aborto: “Paragonabili al potere spirituale dell’Anticristo”.


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