Breve racconto sulla sindrome di Tako-Tsubo

BREVE RACCONTO DELLA SINDROME DI TAKO-TSUBO

Tako-Tsubo: schema.

Quante volte avrete sentito nella vita la frase: “È morta di crepacuore?”. Generalmente chi ha una conoscenza anche superficiale di Medicina, udendo queste parole, accenna un timido sorriso di circostanza.
Non è possibile morire di crepacuore… O no?
In realtà esiste una sindrome, detta di Tako-Tsubo, che evidenzia proprio il contrario.
Intanto chi era Takotsubo? Ebbene non si tratta di un ricercatore asiatico, ma di una speciale anfora utilizzata dai pescatori giapponesi per catturare i polpi.
Nell’anfora, che ha un bordo largo e un collo stretto e corto, viene posizionato del cibo per polpi.


UN’ANFORA PER CATTURARE POLPI

Poi l’anfora viene calata in mare legata ad una boa per il recupero. Il polpo è attratto dal cibo, per cui entra nell’anfora e mangia. Purtroppo per lui, mangiando aumenta il volume del proprio corpo, per cui, dopo il pasto, non riesce più ad uscire dall’anfora e viene così catturato vivo.
Ma cosa centra l’anfora per i polpi, takotsubo in giapponese, con il cuore?
Intanto vediamo chi sono i pazienti affetti dalla sindrome. Si tratta generalmente di donne anziane, quindi in menopausa, che subiscono un forte stress, ad esempio un’emozione negativa, come un lutto o un litigio.
Il cuore delle donne è protetto, fino alla menopausa, dagli ormoni femminili.
Nella sindrome di takotsubo, queste emozioni forti aumentano la secrezione degli ormoni dello stress, ad esempio l’adrenalina, che agiscono sul cuore.
Nei pazienti affetti, in risposta a questa stimolazione dagli ormoni da stress, l’apice e i segmenti medi del ventricolo sinistro del cuore (il più grande), durante la contrazione (detta sistole) diventano ipocinetici, cioè non si muovono, quindi si dilatano e non pompano più il sangue. Contemporaneamente c’è una ipercinesia dei segmenti basali, sempre del ventricolo sinistro, come tentativo di compenso.
Se si inietta del mezzo di contrasto (un liquido che in radiografia appare bianco) nel circolo venoso, il ventricolo sinistro del paziente affetto dalla sindrome di takotsubo, durante la sistole apparirà con una forma simile all’anfora per catturare i polipi (dilatato verso l’apice e stretto verso la base).


un infarto miocardico senza ostruzione delle coronarie

Mentre in un infarto cardiaco si ostruiscono le arterie del cuore (dette coronarie), nella sindrome di takotsubo le coronarie sono normali, ma, come per l’infarto, il cuore non riesce più a pompare il sangue per irrorare il cervello e il paziente può perdere coscienza. Se non si interviene tempestivamente il danno cerebrale diviene irreversibile e anche il cuore può smettere del tutto di funzionare (si parla di asistolia).
Spesso l’elettrocardiogramma è uguale a quello di un infarto cardiaco in atto e il paziente con la sindrome di takotsubo può anche morire!
Essendo la sindrome funzionale, legata cioè una situazione contingente (lo stress), non ci sono lesioni strutturali del cuore, ed è quindi praticamente impossibile fare una diagnosi precoce.
Ecco perché nella vita non bisogna mai adirarsi troppo.
Come diceva Confucio: “se c’è rimedio, perché te la prendi? Se non c’è rimedio, perché te la prendi?
Come contesto storico, la prima descrizione della sindrome è del 1991 (Dote K, dell’Hiroshima Asa General HospitalSato H, Tateishi H, Uchida T, Ishihara M.Myocardial stunning due to simultaneous multivessel coronary spasms: a review of 5 cases.” J Cardiol 1991; 21: 203-214), mentre il nome compare per la prima volta nel 2007 (Movahed MR e Donohue D. : “Transient left ventricular apical ballooning, broken heart syndrome, ampulla cardiomyopathy, atypical apical ballooning, or Tako-Tsubo cardiomyopathy“. Cardiovasc Revasc Med 2007; 8: 289-292).


riferimenti:

 

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