L’ipocondria descritta da Ippocrate

L’IPOCONDRIA DESCRITTA DA IPPOCRATE

“Il malato sembra avere nelle viscere come una spina che lo punge; l’ansietà lo tormenta; egli scappa dalla luce e dalle persone, ama le tenebre; egli è in preda alla paura; il setto frenico (il diaframma e la parte superiore dell’addome, ndr) sporge verso l’esterno; gli fa male quando lo si tocca; egli ha paura; egli ha delle visioni spaventevoli, dei sogni terribili, e talvolta vede i morti.
La malattia attacca di solito in primavera. A questo malato si farà bere dell’elleboro, si purgherà la testa; e, dopo aver purgato la testa, si darà un farmaco che evacui dal basso. Dopo si prescriverà del latte di asina. Egli non si laverà con l’acqua calda; egli non berrà vino; berrà acqua; al massimo berrà vino tagliato (con acqua, ndr).
Con questi mezzi, il malato guarirà con il tempo; ma se questa malattia non viene curata, dura tutta la vita.”



Tratto dal
  • Secondo Libro delle Malattie‘, attribuito ad Ippocrate (460 ac circa – 380 ac circa]
  • L’immagine mostra ‘il malato immaginario‘, opera del pittore francese Honoré Victorin Daumier (1808-1879)

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