I frammenti dei Presocratici (Diels-Kranz)

I frammenti dei Presocratici
(Diels-Kranz) 


Fragmente der Vorsokratiker (frammenti dei presocratici) è un’opera filologica concepita come raccolta definitiva di tutti i testi superstiti relativi ai filosofi greci che praticarono la filosofia prima dell’avvento di Socrate: si tratta di testimonianze frammentarie e indirette sulla vita, sul pensiero e sulla dottrina dei filosofi e, laddove esistenti, di frammenti pervenuti in maniera diretta dall’autore.

La prima edizione dell’opera fu pubblicata nel 1903, per mano del filologo classico Hermann Diels (1848-1922). Il lavoro di Diels fu continuato dal filosofo Walther Kranz (1884-1960) che curò la quinta edizione, negli anni 1934-1937, e la sesta, negli anni 1951-1952.
La paternità è oggi attribuita a entrambi gli autori: nelle citazioni, è usuale riferirsi all’opera, in maniera abbreviata, come 
Kranz, o, in forma ancor più abbreviata, come, a cui si fa seguire una sequenza alfanumerica che identifica il frammento.

I frammenti, pervenuti attraverso fonti indirette, sono stati ricostruiti grazie al lavoro filologico dei curatori dell’opera.

classificazione dei frammenti

Hermann Alexander Diels (1848-1922)

La classificazione dei frammenti prevede l’utilizzo di un identificativo alfanumerico in cui il primo numero identifica l’autore (ad esempio, 13 corrisponde ad Anassimene). Ogni identificativo comprende una lettera che intende distinguere i frammenti che sarebbero testimonianze indirette (preceduti dalla lettera A), da quelli che riguarderebbero invece (come verba) parole esatte pronunciate dall’autore (precedute dalla lettera B), da quelli falsi, o falsamente attribuiti (lettera C). Il numero finale della sequenza alfanumerica è un contatore progressivo che non ha alcun attinenza con un ordine cronologico.
La citazione usuale prevede, pertanto, l’indicazione dell’opera (per esteso o in forma abbreviata), seguita dall’identificativo dell’autore, dalla sezione (A, B o C) e dal numero del frammento. Ad esempio, un riferimento come “DK 13 B 2” va decodificato come segue:
“13”: Anassimene
“B”: citazione diretta
“2”: numero del frammento
L’esegesi attenta dei frammenti fa sorgere forti dubbi sulla precisione e sulla validità della differenziazione operata in base alle lettere A, B e C. Nonostante tali limiti, l’opera rimane comunque una dei principali prodotti della filologia classica del XX secolo e un riferimento imprescindibile per lo studio della filosofia greca.


Traduzioni italiane 

  • Quintino Cataudella, “Frammenti dei presocratici“, Cedam, Bologna, 1958. 

  • Gabriele Giannantoni, “Presocratici: testimonianze e frammenti“, Laterza, Napoli-Bari, 1969.

  • Giovanni Reale (in collab. con Maurizio Migliori, Marco Timpanaro Cardini, Ilaria Ramelli, Angelo Tonelli, Diego Fusaro e Salvatore Obinu), “Presocratici“. Testo greco a fronte, Bompiani, Milano, 2006


Tratto da:

10/febbraio/2013


 

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