Breve storia dell’ablazione transcatetere

BREVE STORIA DELL’ABLAZIONE TRANSCATETERE

mappatura ed ablazione aritmie

L’ablazione transcatetere è una pratica mininvasiva utilizzata nella cura delle aritmie. La procedura viene svolta in un laboratorio di elettrofisiologia cardiaca, in associazione a uno studio elettrofisiologico del cuore.
L’intervento si pratica introducendo un catetere per via percutanea attraverso una vena femorale (e talvolta una vena giugulare interna). La punta del catetere (detto catetere ablatore) viene posizionata in specifiche localizzazioni all’interno delle cavità cardiache e viene somministrata una stimolazione elettrica al miocardio, allo scopo di studiare la conduzione cardiaca e le eventuali aritmie.
Una volta studiato il sistema di conduzione del paziente, e dopo aver confermato l’eventuale esistenza di un’alterazione del ritmo cardiaco, attraverso il catetere viene fatta passare una corrente elettrica a radiofrequenza che, riscaldando la punta metallica, provoca la distruzione del tessuto miocardico patogeno responsabile dell’innesco o del mantenimento dell’aritmia, senza danneggiare i tessuti sani circostanti.


Esordi

ablazione transcatetere

L’ablazione transcatetere venne descritta per la prima volta da R. GonzalezMelvin Scheinman e collaboratori della University of California San Francisco (UCSF), nel 1981. Essi utilizzarono energia con corrente diretta per ottenere l’ablazione del fascio di His nei cani.
Nello stesso anno, il medesimo gruppo ed un altro team formato da Gallagher, Svenson e Kasell applicarono la tecnica sull’uomo nel trattamento delle tachicardie sopra-ventricolari refrattarie.
Essi crearono un blocco cardiaco completo attraverso energia di corrente diretta trasmessa tra uno o più poli di un catetere con elettrodo standard (il catodo) posizionato attraverso la valvola tricuspide, ed una placca o piastra posteriore dermica in regione subscapolare che agiva da anodo. L’attività del fascio di His venne registrata attraverso il catodo. La corrente diretta fu trasmessa attraverso un defibrillatore cardiovertitore esterno standard.


MORADY E SCHEINMAN

Melvin M. Scheinman

Fred Morady e Melvin M. Scheinman descrissero l’uso di una tecnica con catetere transvenoso per la trasmissione di una scossa elettrica diretta ad alta energia alla via accessoria postero-settale in un paziente affetto da “Sindrome di Wolff Parkinson White” nel corso nel 1984. Essi riuscirono ad ablare con successo la via accessoria. A questi seguirono altri report, ed a causa della relativamente alta frequenza di successo (circa il 70%) e la bassa incidenza di complicanze, la procedura apparve da subito una ragionevole alternativa alla chirurgia. Comunque, più del 60% delle vie accessorie sono localizzate nella parete sinistra libera, e l’alta probabilità di complicanze con tale tecnica in questi casi la rendeva svantaggiosa.
Tre gruppi separati di ricercatori proposero in seguito l’ablazione con corrente a radiofrequenza. Essa non procurava barotrauma e formazione di un arco elettrico. Shoei K. Stephen Huang ed associati ne dimostrarono la fattibilità su sei cani durante il 1987 alla “Tucson Veterans Administration Medical Center“.


radiofrequenza e laser

Michel Haïssaguerre, è nato il 5 ottobre 1955 a Bayonne, nel sud-ovest della Francia.

I suoi vantaggi sulla corrente elettrica diretta ne decretarono il successo. Essa viene usata con un elettrocoagulatore chirurgico standard che utilizza energia con un range di frequenza tra 350-750 KHz. Numerosi ricercatori hanno ripetutamente confermato l’utilità di questa tecnica sia negli USA che in altre parti del mondo.
J. Richard Spears ed il suo gruppo furono i primi ad esplorare la possibilità di applicare l’ablazione sulle vie accessorie con il laser. Spears aveva già sviluppato un catetere laser a pallone nel 1987. I loro risultati preliminari sui cani furono riportati nel 1990 e suggerirono la possibilità di eseguire l’ablazione delle vie accessorie sinistre dal seno coronarico con accesso percutaneo tramite pallone a laser, senza le maggiori complicanze immediate.

Nel 1998, Michel Haïssaguerre, un elettrofisiologo, a Bordeaux, in Francia, descrisse per la prima volta l’uso dell’ablazione del catetere per i pazienti affetti da fibrillazione atriale. Egli riuscì ad inserire il catetere nel cuore dei pazienti ed a mappato l’origine dei “fattori scatenanti” che iniziano la fibrillazione atriale. Haïssaguerre scoprì che il 95-96% delle volte questi trigger hanno origine nelle ‘maniche‘ dei muscoli che si estendono nelle vene polmonari. Mappando questi trigger durante l’inizio della Fibrillazione Atriale ed ablandoli all’interno della vena polmonare, egli fu in grado di interrompere l’aritmia nel 62% dei pazienti senza necessità di farmaci antiaritmici. Questa scoperta storica ha portato allo sviluppo dell’ablazione del catetere come strategia di gestione ordinaria per la FA.


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