Un grande della patologia medica: Paul Langerhans

Un grande della patologia medica: Paul Langerhans

«Ho già detto, nel descrivere la struttura varia che il pancreas mostra, dopo la macerazione nel liquido di Müller, una cellula dalla forma non ancora descritta.

Questa cellula è una piccola struttura poligonale irregolare. Il citoplasma è brillante e privo di granuli, il suo nucleo distinto, rotondo, e di dimensioni moderate. Il suo diametro è di circa 0,0096-0,012 mm mentre quello del suo nucleo 0,0075-0,008 mm. Queste cellule si trovano insieme, generalmente in numero considerevole, sparse nel parenchima della ghiandola. Se il pancreas, dopo essere stato tenuto nel liquido Müller per 2 o 3 giorni, viene esaminato bassa potenza, questi gruppi di cellule si vedono sparsi in tutta la ghiandola come vivaci macchie gialle. Ad alta potenza queste macchie sono interamente costituite dalle nostre cellule. Esse sono raccolte in masse rotonde, 0,12-0,24 mm di diametro, distribuiti a intervalli regolari nel parenchima, e possono essere facilmente viste in frammenti di ghiandola fresca o se trattate per un breve periodo con siero iodato . Come tutte le cellule fresche, sono completamente rotonde, ma non differiscono in alcun modo dalle cellule sopra descritte, i loro contenuti sono particolarmente brillanti.»

[Paul Langerhans, 1847-1888]


PAUL LANGERHANS

La foto di un giovane Paul Langerhans.

Paul Langerhans (Berlino, 25luglio 1847 – Funchal, 20luglio 1888) nacque in una famiglia di medici ed ebbe la fortuna di beneficiare dell’eccellente ambiente intellettuale in cui visse. Suo padre, Paul Langerhans senior, era un medico politamente attivo e fu tra i fondatori del ‘Partito Progressista Tedesco‘. Sua madre, Keibel, era cugina di Franz Keibel, un eminente istologo.

Anche i fratelli minori di Paul Langerhans divennero medici. Il suo fratello più giovane, Robert Langerhans, era il figlioccio di Rudolf Virchow, con cui lavorava anche come assistente, e in seguito divenne lui stesso un professore di patologia. Suo nonno era Friedrich Wilhelm Langerhans, primo addetto all’urbanistica di Berlino.

Dopo aver frequentato il “Gymnasium zum Grauen Kloster”  Berlino (letteralmente “Il liceo del Monastero Grigio”, il più antico liceo della città), si iscrive alla Facoltà di Medicina presso l’Università di Jena nel 1865.


L’UNIVERSITA’

Frontespizio della tesi di laurea di Paul Langerhans (18 febbraio 1869).

Nel 1866 si trasferì a Berlino ed entrò nell’Istituto di Patologico dell’amico di famiglia Virchow. Con Virchow e del chirurgo Heinrich Adolf von Bardeleben (Francoforte sull’Oder, 1marzo 1819 – Berlino, 24settembre 1895) Langerhans conseguì la laurea nel 1869. A Jena Paul frequentò regolarmente le lezioni tenute da Gengenbaur, mentre a Berlino assistette alle lezioni di vari professori: Bordeleben, Du Bois-Raymond, Julius Friedrich Cohnheim (20luglio 1839 – 15agosto 1884), Frerichs, von Langenbeck, Toube e, naturalmente, a quelle di Rudolph Virchow.

Virchow diresse la sua tesi. Quest’ultima era intitolata: “Beiträge zur mikroskopischen Anatomie der Bauchspeicheldrüse” (“Contributo all’anatomia microscopica del pancreas“) e venne pubblicata da Gustave Longe. Langerhans descrive due gruppi di cellule nel pancreas: gli acini e un secondo tipo di cellula, non precedentemente noto, che sembrava non collegato agli acini.


NON SOLO PANCREAS

Frontespizio del “Über die Nerven der menschlichen Haut” (A proposito dei nervi della pelle umana); 1868.

I “gruppi di cellule” simili a isole che egli scoprì nel pancreas , furono battezzate nel 1893 dall’istopatologo francese Édouard Laguesse (1861-1927) con il nome di “Ilôts de Langerhans” (“Isole di Langerhans “).

Già nel 1867, sempre da studente, Paul scoprì quelle che verranno chiamate “le cellule di Langerhans“, cellule a forma di dendriti, utilizzando una tecnica di colorazione con cloruro d’oro di Julius Cohnheim. Tuttavia, egli presumeva erroneamente che questa forma epidermica di leucociti fosse una cellula nervosa della pelle.

Anche se la sua tesi di laurea venne pubblicata il 18 febbraio del 1869, egli aveva cominciato a studiare il pancreas già dall’estate del 1867 sotto la direzione di Virchow nell’Istituto di Patologia. Infatti Paul dedicò la sua tesi a “questo grande maestro“, ringraziando anche l’assistente V. Kühne che gli mise a disposizione la sua strumentazione per la ricerca.


UNA STRUTTURA PIU’ COMPLICATA

Riservato e modesto, ignaro della gratitudine che la medicina gli avrebbe riservato, Langerhans si espresse come segue:

«Con rammarico , devo iniziare la mia comunicazione dichiarando che non posso mostrare alcun risultato definitivo; Posso, al massimo, avanzare delle severe e isolate osservazioni, le quali suggeriscono che il pancreas ha una struttura più complicata di quanto si pensasse fino ad ora. Lo scopo di queste osservazioni è quindi quello di richiamare l’attenzione degli anatomisti sul pancreas più di quanto era stato fatto fino a questo momento.»

Egli espresse anche il suo stupore sul fatto che i brillanti risultati ottenuti, sin lì, sul campo della fisiologia pancreatica, in particolare con l’opera di Claude Bernard, non erano stati accompagnati da uno sviluppo della conoscenza istologica di questa ghiandola. Questa fu la ragione principale che lo spinse ad incrementare i suoi studi.


LA SCELTA DEL CONIGLIO

Dopo aver studiato l’anatomia e l’istologia del pancreas nei maiali, nei cani, nei serpenti, nelle rane, Paul Langerhans li escluse dai suoi esperimenti. Egli scelse il pancreas del coniglio, affermando che:

«Questo animale possiede un pancreas che favorisce l’analisi. È piatto, e si estende lungo le pieghe mesenteriche e l’osservazione microscopica può essere fatta in tali strati sottili sezionando con delle forbici.»

Possiamo apprezzare come egli descrive il sistema canalicolare:

«Se osserviamo un pezzo del pancreas, di un coniglio ucciso recentemente al microscopio con bassa potenza, il sistema canalicolare sembra essere formato dai dei rami di un albero che ha perso le foglie e formato da dei brillanti granuli gialli.»


Il Körnchenbaum

Paul Langerhans chiamò quest’albero Körnchenbaum, che significa albero composto di granuli e continuò dicendo:

«Questo albero si dirama finemente e mostra che nelle lobulazioni finali vi è una fascia che passa al centro del lobulo.»

Inoltre Paul Langerhans notò che le granulazioni sono situate all’interno della porzione apicale delle cellule, immediatamente adiacenti al lume dell’acino. Questi granuli vennero successivamente identificati da Heidenhain come gli enzimi pancreatici. Nei suoi studi Paul Langerhans analizzò nove tipi di cellule:

1) Le cellule epiteliali del rivestimento peritoneale; 2) Le cellule connettive del mesentere; 3) Le cellule lisce dei vasi; 4) Le cellule sanguigne; 5) Le fibrille non mieliniche e le cellule dei gangli; 6) Le vere cellule esocrine; 7) Le cellule epiteliali dei vari dotti escretori; 8) Le cellule fusiformi; 9) Delle piccole cellule, omogenee nei contenuti e nella forma poligonale, con un nucleo rotondo che non contiene nucleoli e che si trovano in gruppi di due o più.
Gli ultimi due tipi di cellule non erano mai stati descritti fino ad ora: queste sono le cellule centro-acinose, e le cellule che, non prima del 1893, vennero rinominate “Isole di Langerhans”.

NESSUNA INTERPRETAZIONE FINALE

La stretta somiglianza tra queste nuove cellule e quelle dell’epitelio dei dotti terminali e la loro disposizione continua, suggerì a Paul Langerhans che le cellule centro-acinose sono tra i componenti all’inizio dei dotti escretori e che si trovano tra le cellule acinose e le cellule canalicolari. Egli non diedi alcuna interpretazione finale sul loro ruolo e scrisse:

«le cellule centro-acinose sono collocate tra gli altri due tipi di cellule (acinose e cellule del dotto) come fastidiose intermediarie.»

Dopo essersi laureato, Paul Langerhans, non si interessò immediatamente alla pratica medica ma cercò di realizzare il suo primo desiderio: girare il mondo.


IL VIAGGIO E LA GUERRA

Una foto di Paul Langerhans nel 1878.

Così decise di seguire i Kieperts, due geografi che stavano preparando un viaggio per esplorare il Nord America e l’Asia Minore, e visitò: Egitto, Siria, Palestina e specialmente Gerusalemme. In questo viaggio riuscì ad osservare le varie epidemie di lebbra.

Tuttavia fece ritorno solo dopo pochi mesi mentre il suo paese era in guerra con la Francia, decise così di arruolarsi a soli 23 anni nell’esercito tedesco supportando le unità negli ospedali e nelle ambulanze del fronte.

Una volta terminata la guerra ritornò all’Università e lavorò nel laboratorio del professore Crede e successivamente con Ludwig a Leipzig.

Nel 1871 iniziò a lavorare all’Università di Friburgo e scrisse una seconda tesi, lavorando sulle cellule dei gangli simpatici, che gli procurò la promozione a professore di patologia a Friburgo ma a soli 27 anni la sua carriera universitaria venne interrotta dalla tubercolosi.


LA MALATTIA E LA MORTE

Dato che in quel tempo si pensava che il clima giocasse un ruolo fondamentale nella cura della tubercolosi, Paul Langerhans cominciò a trasferirsi in vari luoghi: Silvaplana, Badenweiler e poi a Capri (dopo che terminò di lavorare al Dohrn Institute a Napoli). Nell’autunno del 1875 si trasferì prima a Tenerife e poi a Funchal, dove si dedicò anche allo studio della zoologia. In questi anni pubblicò varie opere, tra cui una sul trattamento della lebbra (1881), una sull’eziologia della tubercolosi e nel 1885 il “Manuale di Madeira“, in cui descrisse il clima e le ricchezze curative dell’isola. La permanenza su quest’ultima fu così efficace sulla sua salute da fargli decidere di lavorare lì.

Sempre nel 1885 sposò Margherita Ebart e dalla loro unione nacque una figlia; Margherita gli fece vivere “tre anni d’indescrivibile felicità “, ma sfortunatamente fu colpito da una grave nefrite che lo portò, inaspettatamente, alla morte a soli 41 anni il 20 luglio del 1888. Fu sepolto nel cimitero britannico di Madera, un luogo che aveva scelto personalmente, descrivendolo come “un vero cimitero, isolato e tranquillo, un buon posto per riposare“.


riferimenti:

 

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