AMBROISE PARE’, IL LEONARDO DA VINCI DELLA MEDICINA

AMBROISE PARE’, IL LEONARDO DA VINCI DELLA MEDICINA


Ambroise Parè (1510-1590), progettò macchine per sostituire arti amputati come Leonardo progettò macchine per volare ed andare sotto acqua.
Come chirurgo militare, egli aveva rimosso molti frammenti di gambe o braccia di soldati, ed alla fine iniziò a progettare e costruire protesi artificiali per aiutare gli uomini che erano stati mutilati.
Parè voleva che le sue protesi fossero funzionali, non solo soluzioni ‘tappabuchi’. Egli era un esperto anatomista, e quando progettava gli arti cercava di fare un lavoro in modo che funzionassero come arti biologici. Quando congegnava le protesi, gli dava una rotazione meccanica che si poteva bloccare a piacimento. Egli disegnava schizzi preliminari di un arto che poteva essere piegato con una puleggia la quale ne mimava i muscoli.
Parè pensava di usare il progresso della robotica che avveniva nel suo periodo per creare protesi che funzionavano con i congegni inventati per oggetti robotici o orologi.
Straordinario fu il suo disegno di una mano meccanica. Essa era una mano che operava attraverso fermi e molle multiple, che simulavano le articolazioni di una mano biologica. La sua ‘Le Petit Lorrain’, una mano meccanica che operava attraverso fermi e molle, fu indossata da un capitano dell’armata francese in battaglia. Quando egli mostrava il suo progetto ai colleghi aveva la sensazione che potessero lavorare su un prototipo, e nel 1551, una protesi mobile fu indossata in battaglia da un capitano dell’armata francese. Il capitano affermò che questa funzionava così bene che egli riusciva ad afferrare e rilasciare le redini del suo cavallo.


[Ambroise Parè IV: l’esordio degli arti artificiali (dai robot alle protesi), di Philippe Hernigou (pubblicato online sul Intenational Orthopaedics – SICOT – in aprile 2013)]

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